VAN MORRISON

Cigni deputati e direttori del gentil sesso. Capita alla Scala. Dove la Putin Star Svetlana Zakharova debutta nel ruolo di étoile scaligera all'indomani del sinfonico affidato alla bacchetta della signora Marin Alsop. La bella Svetlana è infatti stata nominata étoile per tre stagioni quasi nello stesso giorno in cui, a casa sua, dove milita nel partito di Putin Russia Unita, è diventata membro della Duma, la camera bassa. È la prima volta per entrambe le circostanze: una donna sul podio e un deputato piroettante sulla scena. E il sesso? Non usa più. Conosciamo la bella Svetlana, ventotto anni, figlia del Kirov di San Pietroburgo oggi in organico al Bolshoj di Mosca. Sogno esile e lirico, braccia estenuate, gambe sottili forgiate d'acciaio, linee spezzate e decadenti per suggerire struggimento e malinconia. Una meraviglia solitamente accostata all'altro splendore che è Roberto Bolle. In occasione delle riprese del Lago dei Cigni proposto in apertura di stagione, il principe era lui. Che ora è assente giustificato a causa di una lieve distorsione. Al suo posto Guillaume Côté del National Ballet of Canada. Altre prime parti Maurizio Licitra Buffone, Gianni Ghisleni Rothbart, Sabrina Brazzo Principessa, Piera Pedretti Regina. I personaggi della celebre fiaba danzano tra archi di foglie che incorniciano i monti, stalattiti di ghiaccio che imprigionano il lago, motivi gotici, regge color pastello. Tutte scene dipinte sulla scia della nostra gloriosa scenotecnica a gusto della scenografa e costumista Roberta Guidi di Bagno. Nemmeno il tutù della protagonista, piatto e rigido come tradizione russa pretende, è lasciato al caso.
Dal 10 al 23 aprile con vari cast, torna dunque il Lago dei Cigni realizzato da Vladimir Bourmeister nel '53 per lo Stanislavskij di Mosca e presto acquisito dal repertorio dell'Opéra di Parigi. Il teatro dell'ex direttore Frédéric Olivieri, che nella primavera 2004 l'ha voluto alla Scala. La novità era comunque relativa, dal momento che libretto a lieto fine secondo gli ukase del realismo socialista e leitmotiv del Buffone erano già stati adottati nel '64 da Nicholas Beriozoff. I Laghi della Scala, tutti di taglio più psicoanalitico che fiabesco, sebbene tutti relativamente fedeli all'originale che Petipa e Ivanov avevano messo a punto postumo nel 1895 (e anche divenuto cronologicamente l'ultimo della trilogia Bella-Schiaccianoci-Lago, pur essendo la prima partitura composta da Ciaikovskij), hanno avuto le firme più disparate. Da Beriozoff alla Wallmann, da Field alla Hightower su Zeffirelli, a Nureyev, autore della versione in repertorio dal '90. Decisamente la più appassionante per l'approfondimento psicologico dei personaggi, lo spessore conferito al principe tutto assoli e premonizioni, l'importanza data a Rothbart che ne diventa il precettore, l'ombra.
A Bourmeister va, invece, il merito del recupero della disposizione originale dei numeri della partitura, il filo conduttore del Buffone, personaggio caro al gusto russo-sovietico, la quantità e qualità della danse d'école. Mentre Siegfried, sempre in scena, è relegato alla mansione di porteur, destino comune a tutti i danzatori del pre-Nureyev e anche Rothbart ha poco spazio.
A prescindere dalla reintroduzione del lieto fine, (nei vari finali morte e resurrezione si sono sempre alternati) e dal ridimensionamento di Siegfried e Rothbart in secondo piano anche nell'originale, la novità di Bourmeister si rifugia nel III atto, quando Rothbart entra tirandosi dietro i protagonisti del gran divertissement. Mentre sua figlia, Odile il cigno nero, appare e scompare fino al clou dei famosi 32 fouettées. Che, con la Zakharova, partono e arrivano in «seconda» in omaggio alla sua «scuola». Altra novità la sovrapposizione di Prologo e Epilogo nel nome di una fanciulla bianca che all'inizio raccoglie fiori e alla fine è il cigno ridivenuto donna per celebrare la vittoria del bene. Il titolo (dirige David Coleman) di gusto sovietico e come tale da vedere nell'ottica del medaglione d'epoca, piacerà per l'impianto scenografico e la cifra dei protagonisti. E in ogni caso, con il valore aggiunto del deputato Svetlana Zakharova, Putin Star, il successo è assicurato.