Vandali, lavavetri e punkabbestia: ogni mattina 86 le aree da ripulire

Discariche a cielo aperto da piazza Carbonari alla Stazione Centrale ma anche in piazza Duomo. Palazzo Marino spende 4 mila euro al giorno per combattere il degrado

Praticamente 2,80 euro al minuto. Sarebbe a dire, 4mila euro al giorno. Non è il cachet chiesto da una star dello spettacolo per sponsorizzare, magari, la candidatura della città all’Expo 2015. È invece il costo del degrado in aree pubbliche, sopportato quotidianamente dal Comune e dovuto in primo luogo alla presenza di nomadi, lavavetri, senza fissa dimora e punkabbestia. Migliaia di persone ai margini, italiani e stranieri, che assai poco civilmente hanno fatto proprie qualcosa come 86 aree del territorio cittadino. Dal centro alla periferia, dal verde attorno al Castello Sforzesco ai marciapiedi di via Barzaghi, fronte Triboniano.
Due esempi presi a caso dal lungo elenco trasmesso dall’assessorato alla Sicurezza alla direzione Amsa. In totale la spesa per interventi di pulizia extra-convenzione arriva a 1.171.000 euro all’anno; attenzione, da questo conto già salatissimo «sono escluse le operazioni di nettezza urbana relative ai 14 campi rom autorizzati da Palazzo Marino più un’altra ventina di baraccopoli abusive», precisa il vicesindaco Riccardo De Corato. «Ottantasei zone di Milano restano in balia della marginalità. Luoghi sottoposti a degrado per l’abbandono sconsiderato d’ogni genere di rifiuti o, al peggio, trattati come se fossero orinatoi a cielo aperto, per i quali il servizio Amsa si rende necessario più di frequente. Parliamo, in concreto - riferisce De Corato - di piazza Carbonari, dove le scale d’accesso all’acquedotto sono appunto usate come toilette. Oppure piazza IV Novembre, di fianco alla Stazione Centrale, punto di ritrovo per mendicanti ed extracomunitari in perenne stato d’ubriachezza». L’allarme, poi, non risparmia nemmeno il centro storico, che meriterebbe ben altre attenzioni. «Intanto piazza Vetra, nonostante la riqualificazione portata a termine negli ultimi anni, è ancora occupata dai cosiddetti punk. Ogni mattina i vigili e gli operatori Amsa vanno a “suonare” la sveglia a questi ragazzi, per poter ripulire la zona da cartoni, bottiglie e escrementi... E lo stesso è successo in Largo Corsia dei Servi, sotto il Duomo. Vi sembra normale?». Altre zone a rischio sono via Bonfadini, quartier generale di nomadi lavavetri, o viale Marche e Imbonati-Maciachini, popolate da clandestini. Fatture alla mano, «rimuovere la sporcizia costa mediamente 131 euro ogni intervento, perché viene effettuato da una squadre composte da un autista Amsa, due operatori e i mezzi necessari. Poiché nelle 86 aree coinvolte la pulizia si ripete almeno due volte ogni sette giorni, non è il caso di fare i buonisti davanti allo spreco di risorse pubbliche», aggiunge il vicesindaco. Vedi alla voce degrado e maleducazione pure per le 140 centraline sos della polizia municipale continuamente vandalizzate, per cui il Comune spende circa 90mila euro all’anno. Teppisti e sbandati non s’accontentano. La scorsa settimana, in una sorta di raid notturno, se la sono presa perfino con i bagni chimici di via Pio IV, alle Colonne di San Lorenzo. Violenza gratuita valsa 9mila euro tondi, per un paio di servizi igienici dati alle fiamme e sostituiti da Amsa. Solo l’ultimo episodio. Nell’archivio dei vigili c’è la distruzione di tre servizi al parco Sempione e un’intera postazione da 5 alla Cascina Monluè. Senza considerare danni e pareti imbrattate, all’ordine del giorno. Ma quanto fa, in euro, tanta stupidità?