Il vandalo di piazza Navona: volevo attenzione

RomaTanto tuonò che piovve. Lo avevano detto tutti: a incastrare il vandalo di piazza Navona saranno le sue scarpe. Dettaglio bene in evidenza in tutti i filmati registrati dalle telecamere che presidiano sia la Fontana del Moro sia la Fontana di Trevi, i due gioielli artistici presi di mira sabato scorso. Domenica notte l’uomo si aggirava ancora nella zona di piazza Navona quasi a sfidare la sorte e - soprattutto - le forze dell’ordine. A una pattuglia dei carabinieri, però, non sono passate inosservate quelle Converse All Star azzurre con la suola bianca. Si tratta di scarpe da ginnastica in gran voga tra i ragazzini e quindi molto appariscenti ai piedi di un cinquantenne stempiato, vestito in tutto e per tutto come il vandalo che sabato mattina ha danneggiato la Fontana del Moro staccando due pezzi dalla maschera di uno dei tritoni. Mauro Magi, questo il nome dell’uomo, è stato condotto in commissariato ed ha ammesso subito di essere l’autore dell’atto vandalico contro l’opera del Bernini e di essere altresì l’autore del folle gesto contro la Fontana di Trevi, andato per fortuna a vuoto (l’uomo ha gettato un cubetto di porfido dentro la vasca nella speranza di sfregiare il gruppo scultoreo senza però riuscirci).
Davanti ai militari Magi ha dichiarato di aver scelto la Fontana del Moro perché lo giudica il monumento per lui «più importante». E di averlo danneggiato per attirare l’attenzione su di sé. Stupendosi, peraltro, di non venire fermato da nessuno di quei turisti in quel momento intorno al monumento (e immortalati dalle telecamere). Per Magi, 52 anni romano senza fissa dimora, non si sono aperte le porte del carcere bensì - e in via provvisoria - quelle del policlinico Umberto I. Durante il fermo l’uomo verrà curato presso l’ospedale romano dove lo stesso Magi ha chiesto di essere ricoverato e sottoposto al trattamento sanitario. La Procura di Roma ha intanto chiesto al gip l’applicazione temporanea della misura di sicurezza per il vandalo. Si tratta di un provvedimento speciale previsto dal codice penale nei confronti di autori di reato considerati pericolosi socialmente. Stando all’informativa consegnata ai pm, l’uomo ha mostrato evidenti segni di squilibrio mentale senza nessun segno di pentimento, con il concreto rischio, quindi, di colpire ancora. L’iniziativa della Procura procederà parallelamente alla via amministrativa del trattamento sanitario obbligatorio. Il ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan è stato tra i primi a complimentarsi con i militari per il fermo del responsabile. Ed ha anche annunciato che porterà presto in Consiglio dei ministri alcuni disegni di legge per la tutela del nostro patrimonio artistico contro simili atti vandalici e contro il traffico illegale. È già iniziato, intanto, il restauro della fontana di piazza Navona. Operazione che dovrebbe concludersi - secondo quanto riferito dall’assessore capitolino alle Politiche culturali, Dino Gasperini - entro una quindicina di giorni e che dovrebbe costare alla comunità alcune migliaia di euro. «Per fortuna i tecnici - spiega l’assessore - hanno recuperato tutti i pezzi caduti dentro la vasca dopo lo sfregio».