Vanessa Incontrada: "Divento una pornostar, ma non mi spoglio"

Premiata per "Zelig" rivela che presto avrà un programma suo

Roma - Pensare per due, come fanno le madri in attesa di un figlio e fare duecento cose, come capita a chi è giovane, bella, vento in poppa e via, andare. Vanessa Incontrada, l’attrice, modella e conduttrice che ha appena chiuso una fortunata stagione di Zelig in tivù, accanto a Claudio Bisio, si trova proprio in quel momento d’effervescenza psicofisica. Sul palco del Teatro degli Arcimboldi abbiamo visto la showgirl un po’ ingrassata, ma tutt’altro che tesa a nascondere, sotto alle camiciole prémaman in raso scuro, la sua prima gravidanza. Anzi: aspettare un bambino dal compagno Rossano Laurini l’ha resa più sicura di sé, anche perché il tempo delle mele finisce, per l’italo-spagnola classe 1978, cominciando l’età matura per scelte di maggiore impegno.

Cara Vanessa Incontrada, in aprile sarà al cinema come Kitty Galore, nel ruolo di pornostar, assegnatole dal regista Ago Panini nel film Aspettando il sole. Di che cosa si tratta?
«Di un personaggio drammatico, per il quale mi sono ispirata a Marilyn Monroe,con la sua femminilità malinconica e fragile. Ho seguito i suggerimenti di Panini, che sul set mi ha voluto triste e intensa. E rosso-arancio di capelli. Si è trattato di un ruolo completamente diverso dai miei soliti».

Però il pubblico maschile si aspetta qualcosa di sexy, dato il ruolo. C’è solo introspezione in questo film, ambientato in un sordido albergo, dove, nell’episodio che la riguarda, gira un film a luci rosse?
«Il film vuole proprio dimostrare che l’apparenza inganna. Sì, sono chiusa in una stanza dell’Hotel Bellevue, insieme al mio partner maschile, Corrado Fortuna, interprete porno, come me. E indosso una guêpière azzurra, sotto la vestaglia di seta viola, che spicca, in contrasto con una parrucca color arancione e il trucco, molto vistoso, come usava negli anni Ottanta, periodo in cui s’ambienta la pellicola, non mi dà un’aria da educanda... Più da svampita, direi».

Dopo il nudo integrale di Quale amore, ci sarà una sua seconda volta senza veli?
«Il nudo e il sesso, stavolta, non si vedono: si sentiranno, invece, fuori campo, i miei gemiti e le mie urla. Anzi, entro in scena urlando. La mia Kitty, un’icona alla Cicciolina, mostra il lato routinario dell’esistenza d’una pornostar. Parlo di cose qualunque, confesso le mie frustrazioni quotidiane, elenco quello che mi manca, sfoglio una rivista di armi, lancio un’occhiata distratta a Coco, il mio partner con dei comici baffoni, che s’aggira in boxer colorati. Atteggiamenti quotidiani, normali, di attori pronti a girare il filmino a luci rosse Kitty and Clyde. Gli altri film porno del mio curriculum hanno titoli improbabili come Kitty sull’obelisco, girato al Museo Egizio di Torino, oppure L’urlo di Kitty».

L’anno scorso ha presentato, con Claudio Bisio, la serata dei Telegatti; quest’anno, invece, è stata premiata, insieme a tutto lo staff di Zelig. Come si trova, in compagnia dei comici?
«Tra noi circola un grande affetto: siamo amici e ci vogliamo anche bene, il che è raro, nel mondo dello spettacolo. Ora che sono più matura e “sento” quel che devo dire, il rapporto con Claudio è cambiato: prima facevo la distratta, la stupidina; adesso che sono cresciuta, gioco di più sull’autoironia».

L’anno prossimo, ancora in coppia?
«Sì e avremo grandi novità. Tra l’altro, dopo Zelig, nella prossima stagione, avrò una mia trasmissione, dove sarò conduttrice unica».

Finora ha girato con Avati, Sciarra, Ponti. Ma anche in Spagna, mi pare, ha lavorato in un film drammatico, vero?
«Si tratta di Todos estamos invitados, di Manuel Gutiérrez Aragòn, un regista classico, sul tipo di Avati. È la prima volta che tocco il cinema spagnolo e, per me, era un rischio: ho recitato nella mia lingua, ma con un forte accento italiano. Ed è anche il primo film, che si gira in Spagna, sull’Eta, argomento delicato e difficile da affrontare».

Fa la terrorista?
«All’inizio della storia, c’è un gruppo di giovani che si danno alla lotta armata e “siamo tutti invitati” a questa situazione, tra vita reale e terrorismo. Sono Francesca, una psicologa, che conosce da vicino un terrorista: tra noi si crea un legame, che ribalterà molti luoghi comuni. Tutti, terroristi e no, hanno le stesse angosce, le stesse famiglie, gli stessi sentimenti. È cinema d’autore, quello che piace a me».

Una volta, in materia di uomini, ha detto d’essersi fatta del male da sola, perché troppo geisha, in cerca d’affetto. È cambiata?
«Adesso sono molto contenta, perché riesco a gestire la mia vita. Bilanciandomi tra il privato e le attività pubbliche in modo più saggio di prima. Ora, percepisco cose, che prima mi lasciavano perplessa: stavo sempre lì a chiedere».