Vanessa Incontrada a nudo: «Sono diventata più razionale»

Cinzia Romani

da Sorrento

Tutto, intorno, è limone e rimanda all’acerba fragranza che ispirò al sommo Goethe La canzone di Mignon («conosci il paese/ dove fioriscono i limoni?»). Poi, a Sorrento, mentre fervono le «Giornate professionali di cinema», arriva lei, con l’aria sicura di chi ha superato con successo ogni prova ed è subito frutto maturo. Perché Vanessa Incontrada, di passaggio nella Piana sorrentina per accompagnare il trailer del film Quale amore (in uscita a novembre) non è più la soubrettina presa in giro da Bisio per il suo modo di parlare, o l’aspirante attrice che Pupi Avati nel 2003 tenne a battesimo nel memorabile ruolo d’una romantica cieca con Il cuore altrove, accanto a Neri Marcoré. Ed è volata via nel dimenticatoio, pure la hostess da lei interpretata in A/R - Andata e ritorno (regia di Marco Ponti).
«In effetti io stessa ho notato che sto andando incontro all’età matura e questo cambiamento l’ho avvertito più profondamente a Lugano, proprio mentre giravo il film di Maurizio Sciarra», concorda Vanessa, il primo personaggio femminile di spicco planato nel bel mezzo della 29ª edizione degli Incontri sorrentini, appuntamento importante per chi di cinema vive. D’altronde, in Quale amore, film drammatico tratto dal noto romanzo di Lev Tolstoj Sonata a Kreutzer, la Incontrada si è dovuta misurare con un cast di tutto rispetto, che annovera l’ormai richiestissimo Giorgio Pasotti, passato in un amen da Muccino a Monicelli; il consumato attore teatrale Arnoldo Foà, la stagionata diva Maria Schneider, già nota alle cronache dai tempi del bertolucciano Ultimo tango a Parigi, pellicola che ancora brucia.
Nel film, prodotto da Lionello Cerri e coprodotto da Rai Cinema e da Lumiere & Co e girato nel Canton Ticino, Vanessa Incontrada si cala nel ruolo di Antonia, eccellente pianista che, per amor coniugale, rinuncia alla propria carriera artistica, dedicandosi completamente ai suoi tre figli. Ed è singolare, inoltre, vedere la peperina italo-spagnola imporsi alla tastiera con l’alterigia di una lady intima soltanto alle sue note. «La mia Antonia, però, a un certo punto incontrerà l’amore, ossia Andrea, impersonato appunto da Giorgio Pasotti. E si tratterà di un amore coniugale estremo, anche distruttivo. Alla fine, è una storia malata», racconta l’attrice, mentre a bordo piscina fotografi e giornalisti la reclamano.
E se la cronaca rimanda drammatici esempi di amori coniugali finiti nel sangue, sul grande schermo si tingono di rosso le tastiere bianche del pianoforte, che Antonia non potrà più suonare. «Per la prima volta nella mia carriera ho dovuto confrontarmi con una parte tanto dolorosa, che tuttavia mi ha pure consentito di crescere spiritualmente», dice Vanessa, che ha letto Sonata a Kreutzer ben tre volte, anche a distanza ravvicinata di tempo. «Leggere Tolstoi mi dà un’emozione soprattutto olfattiva: dalle sue pagine infatti sprigionano profumi che a volte avverto con insostenibile densità. A tratti ho avuto perfino l’impressione di star leggendo ancora Profumo di Patrick Süskind». E per la prima volta, da che ha iniziato a sfilare come modella, poi a esibirsi come showgirl televisiva sul palco di Zelig e a mettersi infine alla prova davanti alla cinepresa, la Incontrada si lascia riprendere come mamma Alicia l’ha fatta (con il concorso di papà Filippo, va da sé). Nella scena in cui l’interprete litiga con un Pasotti sempre più morboso, il marito cinematografico, Vanessa prima si toglie l’abito-sottoveste di paillettes, poi, dopo averlo appallottolato, lo butta in faccia al pover’uomo, che non a caso finirà uxoricida. «Sono molto emotiva e l’idea di lasciarmi andare, in questa scena-chiave, l’ho accettata pian piano, ragionandoci sopra. Non è che, se uno non è razionale, poi non può diventarlo. Prima ero molto più istintiva, giravo con la pancia e con il cuore», racconta l’attrice, «ma adesso sono riuscita ad acquisire una maggiore capacità riflessiva, che nel lavoro e nella vita mi aiuta parecchio».
Tormentone estivo: allora, è fidanzata o no? «Di amore io non parlo», fa lei, che a fine gennaio esordirà nel musical High Society, con la regia di Massimo Piparo. «Certo, Grace Kelly mi pare un modello inarrivabile, al quale non mi ispirerò certo. Stavolta cercherò di mettere dentro al mio lavoro soltanto Vanessa», promette. «E smetterò di cantare soltanto quando Claudio Bisio smetterà di prendermi in giro», minaccia lei, che tra cinema, tv, teatro e radio (ha un programma suo su Rtl) può ben dire d’aver messo le mani sulla città dello spettacolo.