Vanessa non scende dal podio mondiale Bronzo che vale oro

Cade alle parallele, rimonta fra trave e corpo libero, chiude terza ex aequo con la Barbosa. «Che impresa, la dedico a Pavarotti»

Il body bianco era lo stesso dello storico oro iridato vinto in Danimarca nel 2006. La medaglia no, questa volta ha il colore del bronzo. Un bronzo a metà, da dividere con la sorprendente brasiliana Barbosa sul podio del concorso generale. Ma Vanessa Ferrari, 143 cm e 40 kg scarsi modellati con il fil di ferro, mostra un cuore da leonessa. Nella finale del mondiale di Stoccarda in cui difende il titolo dell’anno scorso dimentica il dolore al piede sinistro, reagisce alla caduta alle parallele asimmetriche (errore già commesso nella finale a squadre) che la spinge giù, al 9° posto, aggredisce la trave - che non ama - con un esercizio temerario, quasi al top e afferra il bronzo grazie al corpo libero, suo cavallo di battaglia, sulle note di Nesssun Dorma. Una rimonta da favola che la conferma una delle ginnaste più forti del mondo e una delle favorite per l’oro di Pechino, sfida lontana meno di un anno. Conquistare la qualificazione di squadra ai Giochi 2008 era il primo bersaglio di questo mondiale azzurro e le ragazze di Enrico Casella l’hanno centrato (come gli uomini, un bis splendido e sorprendente), impreziosendolo con un quarto posto nella finale a squadre, nostro miglior risultato da 57 anni.
L’erede di Vanessa sul trono iridato è la 15enne Shawn Johnson (punteggio 61,875), una piuma, esordiente a questo livello e forse per questo leggera pure di testa oltre che capace di una prova alla trave che decide la gara. Precede la 17enne romena Nistor (60,625). Il concorso generale è una tortura per acrobate con i nervi d’acciaio, in un paio d’ore le atlete passano dal volteggio alle parallele, dalla trave al corpo libero, calcolando punteggi che si sommano e possono chiedere di modificare al volo l’esercizio, renderlo più difficile per recuperare punti, semplificarlo per difendersi. La Barbosa pecca di inesperienza e perde l’oro. Eppure, dopo la terza rotazione, guidava tutte, dietro di lei anche l’Usa Liukin, incantevole alle parallele ma tradita dalla trave, lo stesso esercizio che elimina l’inglese Tweddle. Poi la brasiliana cade nella diagonale del corpo libero e la regolarità della Johnson vale l’oro. È la stessa Ferrari a passarle la corona in un abbraccio a bordo pedana, un corridoio in cui le ragazze mescolano ombretto e lacrime, mascelle tese e sguardi al curaro. Ma per Vani il colpaccio resta, celebrato dal presidente del Coni Gianni Petrucci, che parla di «caparbietà fantastica».
«Dedico la medaglia a chi mi ha sostenuto dopo l’inizio difficile, l’impresa al corpo libero a Luciano Pavarotti, voce del Nessun Dorma - dice la 16enne cremonese di Genivolta, che chiude con 60,550 -. È il simbolo dell’italianità che Pavarotti ha reso famoso ancora di più nel mondo. Alle parallele, in allenamento, non sbaglio mai, ma in gara quel movimento mi crea un po’ di apprensione, il problema è di testa. Dove altre avrebbero ceduto, io però ho reagito con un esercizio perfetto alla trave, la prova che mi fa più paura. Il piede? Al corpo libero mi faceva male ma ho dato tutto». E oggi, per Vanessa, finale delle parallele, domani corpo libero. Intanto Federica Macrì termina 19ª, mentre, nel concorso maschile, oro al cinese Yang Wei, 15° Enrico Pozzo. Buoni risultati, è festa per tutti.

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