Il Vangelo dice che «il sabato è per l’uomo»

Lunedì sera, alla notizia della morte di Eluana, ho suonato le campane della mia parrocchia in Borgio Verezzi come faccio ogni volta che muore uno della comunità perché Eluana è entrata nel cuore e nella vita di tutti. Non voglio ora parlare della sua dolorosa vicenda né di quella della sua famiglia: non oserei entrare in un così profondo mistero di dolore e di smarrimento.
Desidero invece dedicare qualche rintocco «a morto» all'assurdità di ragionamenti ed argomentazioni sentite dalla bocca di politici, esperti e tuttologi vari. Lunedì sera la notizia della scomparsa di Eluana mi ha raggiunto mentre seguivo il dibattito al Senato, durante l'intervento del Sen. Villari: ero trepidante per l'evolversi della situazione e stupefatto per le affermazioni di elementi della sinistra e dintorni come la Finocchiaro e l'«ineffabile» Veronesi, che, da uomo di scienza, anche quando parla d'altro esprime granitico dogmatismo. Lo stupore mi richiamava alla mente l'attitudine dei farisei ipocriti del Vangelo, i quali contestavano a Gesù di operare guarigioni in giorno di sabato. E Gesù a spiegare che «il sabato è per l'uomo». Qui allo stesso modo: mi ha colpito, dolorosamente, il fatto che al centro della loro attenzione non vi fosse una vita minacciata ed appesa a un filo, ma piuttosto la costituzione. Non credo più di tanto ai cavilli e alle acrobazie giuridiche ipotizzati, ma anche se l'iniziativa del governo fosse stata «anomala» rispetto alle procedure istituzionali la posta in gioco valeva comunque un «ritocco» alla costituzione, per salvare una vita e per migliorare eventualmente la costituzione laddove non tuteli sufficientemente la sacralità anche di una sola vita umana per quanto debole, provata ed indifesa essa sia. E invece no. Uno dei problemi più cogenti sembrava quello di non permettere a nessuno di contestare al Presidente della Repubblica la decisione di non aver firmato il decreto. Una povera creatura minacciata di morte può essere abbandonata a se stessa, ma guai a criticare il Presidente.
Sono quelli della libertà e dell'autodeterminazione dell'individuo, quelli del «nessuno tocchi Caino», che poi uccidono, senza turbamento alcuno, il povero Abele. Cito ancora il Vangelo: «la verità vi farà liberi». Ora che tutto purtroppo è compiuto è necessario recuperare la pace, il dialogo, la volontà di lavorare insieme per dare alla convivenza umana il giusto orientamento. Non potremo farlo però senza guardare in faccia la verità e da essa lasciarci illuminare, senza chiamare le cose con il loro vero nome; e così, senza polemica ma con ferma chiarezza, desidero unire la mia voce a tutti coloro che con coraggio hanno detto senza reticenze che Eluana non è morta, ma è stata uccisa.
È una vittima di ideologia, di meccanismi perversi e di pilatesche equidistanze. Dio che sa far germogliare il bene anche dagli eventi più negativi renda fecondo il suo sacrificio regalando all'umanità e a chi la governa coscienza e sensibilità per cercare, riconoscere e accogliere la sua verità.
*Direttore Uff. Amm.vo
Diocesi di Albenga-Imperia