Vanna Marchi, sconto in appello

La conduttrice televisiva riconosciuta colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla truffa: condanna ridotta a nove anni e sei mesi per la prescrizione. La figlia, Stefania Nobile, condannata a nove anni e quattro mesi

Milano - Sconto in appello. I giudici della quarta sezione della corte d’appello di Milano hanno condannato Vanna Marchi a 9 anni e 6 mesi di reclusione riconoscendola colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. In primo grado Vanna Marchi era stata condannata complessivamente a 12 anni e 6 mesi. La pena in secondo grado è stata ridotta perché alcuni episodi di truffa avvenuti nel corso di trasmissioni di televendite sono stati considerati prescritti. I giudici hanno condannato la figlia di Vanna Marchi, Stefania Nobile, a 9 anni e 4 mesi. Il compagno della televenditrice Francesco Campana è stato condannato a 3 anni. Il mago brasiliano Mario Do Nascimiento è stato condannato con il meccanismo della continuazione a 2 mesi di reclusione che si aggiungono a una precedente condanna a 4 anni.

I risarcimenti I giudici d’appello hanno confermato la parte della sentenza di primo grado con cui hanno condannato Vanna Marchi, Stefania Nobile e Francesco Campana a risarcire le parti civili che avrebbero truffato. Danni patrimoniali e non patrimoniali quantificati nel solo processo principale a carico dei tre imputati in primo grado in 2.300.610 euro. I tre erano stati condannati a pagare in solido tra loro 2.289.110 euro. Madre e figlia anche al risarcimento di 11.500 euro a una parte civile. A questi soldi si sommano i pagamenti per le spese processuali per tutte le presunte vittime.

La reazione "La riduzione di pena doveva essere maggiore visto che i fatti sono stati riqualificati". È questo il commento rilasciato da Liborio Cataliotti, difensore di Vanna Marchi e Stefania Nobili, dopo la lettura della sentenza d’appello che le ha condannate rispettivamente a 9 anni e 6 mesi e 9 anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado, sommando due verdetti, erano state condannate a 12 anni e 4 mesi). Calcolando che la Corte ha annullato una serie di aggravanti "mi aspettavo -ha aggiunto il legale- una pena inferiore ai 7 anni". Per tutti gli imputati la Corte ha escluso l’aggravante dei motivi abbietti e futili, quella del pericolo immaginario in relazione a cinque truffe, e quella del danno di ingente rilevanza patrimoniale per altri sei casi.