Vanoni: sono ancora una «bellissima ragazza»

«I francesi dicono che un artista si deve mettere a nudo davanti al suo pubblico. Ho sempre interpretato così la mia professione e continuo a farlo in questo album». Eccola Ornella Vanoni, la «sophisticated lady» della canzone d’autore italiana, nell’atto di presentare il suo nuovo cd Una bellissima ragazza , che lunedì e martedì proporrà live al Sistina con due concerti molto attesi dal suo pubblico capitolino. Canzone d’autore, jazz e Brasile, queste le grandi passioni della cantante, predilezioni che fanno parte del nuovo lavoro e che hanno la loro esaltazione in questa tournè teatrale dell’artista milanese. Dopo il tour letteralmente «senza fine» con Gino Paoli nelle scorse stagioni, Ornella Vanoni torna dal vivo con un nuova e impegnativa serie di concerti. Anticipato dal sensuale singolo radiofonico Qualcosa di te, Una bellissima ragazza è il suo cinquantatreesimo disco, un lavoro che si muove al ritmo rilassato dei successi intramontabili di un'intera carriera. Tante le collaborazioni e le partecipazioni di prestigio in questo disco. Da Buona vita, brano originale del poeta e musicista Teofilo Chantre, il cui testo è stato tradotto dalla stessa Vanoni insieme a Gino Pacifico, a La vita che mi merito scritta da Renato Zero. Da Dentro questa vita con le musiche di Ron alla reinterpretazione di O que me importa, con la partecipazione di Paolo Fresu alla tromba e Mario Biondi alla voce, e ancora Bungaro, che ha scritto le musiche di Dolce meccanica e della bella Io con te. Ornella è sempre stata «differente», fuori dal coro, curiosa anche se timida, anticonformista ma disciplinata nella vita e nella professione, dal teatro alla musica leggera così come nella vita. È recente la confessione di una sua conversione alla religione evangelica che l’ha spinta a dedicare questo suo nuovo disco a Gesù con tanto di ringraziamenti in copertina «A Gesù con tutto il cuore, noi due sappiamo perché». «Ero cattolica - spiega - in Italia siamo tutti cattolici. Si parla molto di cattolicesimo ma non c’è fede. Un prete cattolico altrettanto convincente forse avrei seguito anche lui. Il mio pastore, che è poi una donna brasiliana, mi ha sbattuto la faccia davanti allo specchio». «Oggi - ammette la cantante - rinnego il 50% delle mie scelte di vita». A settant’anni appena compiuti, la grande interprete ruggisce ancora con grande classe, conservando un carisma e una verve da esordiente. Prodotto dal fido e paziente Mario Lavezzi, Una bellissima ragazza, Ornella si affida nel live alla regia di Giancarlo Cauteruccio regista-scenografo-artista visivo. Sul palco con la cantante una band composta da Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Luca Scarpa (tastiere e alla programmazione), Michele Ascolese (chitarre), Dino D’Autorio (basso), Roberto Testa (batteria) e Carlo di Francesco alle percussioni.