Vantaggi di una svolta, danni dell'immobilismo

S. Margherita LigureIeri pomeriggio l'evento clou con il rito del «campanello» consegnato da Anton Francesco Albertoni a Massimo Perotti. Oggi la tavola rotonda, il cui titolo non ha bisogno di commenti.
Si tratta, infatti, dell'ennesimo, documentato e civile j'accuse alla politica. Letteralmente: pubblica denuncia di ingiustizie e soprusi.
La convention Satec-Ucina ha un tema caldo sul tavolo: la nautica è in credito e questa mattina presenta il conto al Palazzo snocciolando i dati del settore con la relazione di Stefano Pagani (Ufficio Studi Ucina) e i numeri del potenziale gettito erariale che potrebbe derivare dal turismo nautico (ricerca dell'Osservatorio Nautico Nazionale e Gianmarco Ugolini dell'Università di Genova).
Presenti, tra gli altri, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture; Raffaele Ranucci, Commissione Lavori pubblici del Senato; Massimo Mucchetti, presidente X Commissione Industria, Commercio e Turismo di Palazzo Madama.
«Sono stati anni impegnativi e faticosi - aveva detto Albertoni presentando il Satec - ma, pur nella consapevolezza che il cammino per la ripresa del comparto sarà ancora lungo, sono certo di lasciare al mio successore una situazione con molti punti fermi su cui continuare a costruire. Mi riferisco in particolare al rapporto con le Istituzioni, con le quali abbiamo instaurato un dialogo aperto che oggi ci vede interlocutori affidabili e di peso».
Anni impegnativi e faticosi, nel corso dei quali il comparto ha lasciato per strada oltre 4 miliardi di fatturato globale e ha chiuso il 2013 a quota 2,4 miliardi, in flessione del 3% sul 2012. Uno strascico del devastante interregno del professor Mario Monti sul cui operato sono lecite un paio di supposizioni: o ha agito da perfetto incompetente (improbabile) o ha cercato solo prestigio personale muovendosi abilmente nella riserva di caccia che corre lungo l'asse Berlino-Bruxelles. Di fatto imponendo l'austerity lacrime e sangue che ha fiaccato ulteriormente un'economia già in ginocchio.
Insomma, ha fatto il contrario di quel che avrebbe dovuto, togliendo la certezza del diritto - e della dignità - a tutti i livelli sociali. Basta e avanza per mettere il punto e voltare pagina. Tuttavia, Monti, non ancora pienamente soddisfatto, è andato oltre. La sua indiscriminata lotta all'evasione, sostenuta dai media attraverso una disinformazione diffusa e sistematica, ha provocato altri disastri e sofferenze indicibili non già ai ricchi che acquistano i «giocattoli», ma soprattutto ad altri 20mila lavoratori e rispettive famiglie spediti nel girone infernale della povertà.
E come non bastassero gli esodati di «Lady lacrima sul viso», Supermario ha esodato almeno 35mila imbarcazioni, svuotando in tal modo i nostri porti turistici. Come dire: una sofferenza tira l'altra. Già, perché il plauso popolare alla tassa accolta al grido «anche i ricchi piangono», in realtà si è rivelato un boomerang che il buon senso di un qualsiasi ragionier Rossi avrebbe evitato.