Vanzina: «Un nuovo viaggio tra vizi e virtù degli italiani»

da Roma

Gli appassionati del loro cinema ne amano l’umorismo, l’intelligenza, il garbo. Ma anche gli indiscutibili natali: dedicandosi alla tv, Carlo ed Enrico Vanzina non potevano dimenticarsi di proseguire, anche sul piccolo schermo, quel lavoro di recupero e valorizzazione della tradizione del nostro cinema comico del quale, in quanto figli del glorioso Steno, sono legittimi eredi. «Per questo abbiamo girato Un ciclone in famiglia 2 - spiega Enrico -, perché il successo lusinghiero della prima serie, col suo 25 per cento di share, si univa alla voglia di perpetuare anche in tv le formule vincenti della migliore commedia all’italiana cinematografica». Con una peculiarità: se il primo Ciclone in famiglia (come questo interpretato da Massimo Boldi, Barbara De Rossi, Maurizio Mattioli e Monica Scattini) amabilmente rifaceva il verso alle eterne beghe di campanile tra il Nord e il Sud d’Italia, Un ciclone in famiglia 2 - in onda per sei puntate da stasera ogni venerdì su Canale 5 - si rifà alla «commedia da viaggio» resa popolarissima da numerosi film con Sordi e Gassman. «Il concetto è: se l’italiano fa sempre ridere, l’italiano in viaggio è addirittura irresistibile - argomenta Enrico Vanzina, sceneggiatore del fratello regista Carlo -. Perché porta in valigia con sé i propri vizi e le proprie virtù esaltandole a contatto con realtà diverse». Ecco allora le già conosciute e litigiose famiglie Fumagalli (nordisti impenitenti come Boldi e la De Rossi) e Dominici (con i romanissimi Mattioli e Scattini) cui stavolta, per aggiungere baruffe e risate, si aggiunge quella partenopea degli Esposito (Carlo Buccirosso e Margherita Antonelli): «Partenopei ma anomali. I due infatti sono ordinati, puntigliosi, precisini, quasi più milanesi dei milanesi veri. Ne consegue un’ininterrotta serie di disavventure che, per confermare la tradizione anche esotica del genere, abbiamo ambientato in giro per il mondo: Spagna, Austria, Praga, San Pietroburgo, Mykonos, i Caraibi, la Polinesia».
In gara di bravura con i coprotagonisti, un Massimo Boldi «finalmente avviato - come dice lui stesso - a una carriera di solista. Un ciclone in famiglia, infatti, dopo la separazione artistica da Christian De Sica, rappresenta per me l’inizio di una nuova carriera. Che voglio sperimentare e godermi fino in fondo». \