Vanzina: «Ripartiamo da Boldi con il nostro film per famiglie»

Michele Anselmi

da Roma

Lunedì prossimo, a Madrid, primo ciak di Olé. È il film di Natale che vede, per la prima volta, Massimo Boldi versus Christian De Sica. Come sapete, la coppia è scoppiata, umanamente e artisticamente, ritrovandosi su fronti opposti anche sul versante della pubblicità telefonica. Ognun per sé: Boldi, per Medusa, si associa a Vincenzo Salemme; De Sica, per De Laurentiis, a Massimo Ghini; l’uno va in Spagna, l’altro forse a New York. A completare il quadro, ci sarà Paolo Bonolis, protagonista di una Commediasexy tra amore & politica con la quale Alessandro D’Alatri si getta nell’agone natalizio.
Enrico Vanzina, 57 anni, sceneggiatore della premiata ditta (Carlo, il regista, ne ha 55), sta mettendo a punto gli ultimi dettagli prima della trasferta spagnola per Olé. Pare tranquillo.
Spaventato dal cimento?
«Mai. Se sei spaventato la gente, al cinema, se ne accorge. Mi fa paura solo una cosa: non avere più idee. Non so se Olé sarà il primo o il secondo incasso, ma so che è un film pulito, carino, popolare, per famiglie, pieno di trovate e di musica. L’importante è non confondere il cinema con la vita».
Però un buon film di Natale aiuta a vivere meglio e raddrizza i conti del cinema...
«Infatti ne abbiamo fatti parecchi. Da Sognando la California a SPQR, da A spasso nel tempo a Vacanze di Natale 2000, per dirne solo quattro. Più quelli che ci attribuiscono, pur diretti da altri. So bene che se il film di Natale traballa, traballa tutta l’industria. Per questo non faccio il tifo contro qualcuno. Però, a un certo punto, abbiamo sentito il bisogno di prenderci una vacanza...».
Voi, i fratelli Vacanzina?
«Il genere aveva preso una piega sboccata e licenziosa, diventando una macchina per far soldi. Ti vedono bambini, anziani, donne. Bisogna intrattenere il pubblico in modo semplice, anche se la formula è semplice solo in apparenza. Per confezionare un buon film di Natale servono una buona idea, un cast azzeccato e un discreto senso di responsabilità».
Tutto ciò porta a Olé?
«Cinque anni dopo ci riproviamo. Suona strano lavorare con Boldi senza De Sica. Ma è andata così. D’altro canto, dopo Un ciclone in famiglia Massimo sembra aver trovato tonalità nuove. La sua vera vena è il film disneyano in stile Un Maggiolino tutto matto. S’era stufato di fare solo gag, cose scatologiche e pernacchie».
Qui infatti sarà un insegnante di matematica...
«Sì, è il prof Archimede. Porta in gita scolastica a Madrid una classe milanese di terza liceo. Però si ritrova insieme al suo più acerrimo nemico, il professore di italiano Sasà, ossia Salemme. I due si odiano perché anni prima Sasà, belloccio e giovanile, soffiò ad Archimede, musone e zitello, una tal Margherita. Ma le cose sono destinate a rovesciarsi nel corso del buffo viaggio, che li porta da Madrid a Toledo, con un’inattesa deviazione a Ibiza».
C’è di mezzo una donna?
«I due incontrano una collega americana, ovvero Daryl Hannah: bella, quarantacinquenne, bionda. Maggie insegna ginnastica a San Francisco, ha con sé la sua scolaresca. Tutto sembra portare verso una replica dell’incidente. Invece lei, vedova di un matematico, si invaghisce di Archimede, riconoscendo in lui qualcosa del marito».
Facile convincere l’attrice che fu Una sirena a Manhattan?
«Ha letto il copione, ci ha riflettuto e poi ha detto sì. Avevamo pensato anche a Kim Basinger, ma Daryl è perfetta».
Per rafforzare il versante comico ci saranno Enzo Salvi, Francesca Lodo e Natalia Estrada, vero?
«Sì. Salvi e la Lodo sono due tamarri romani, lui un parrucchiere e lei una manicure. Natalia Estrada è una diva da reality show che scambia Boldi per un paparazzo».
Nasce prima la coppia Boldi-Salemme o il film?
«Nasce prima il film. Salemme non ha niente a che vedere con De Sica. Ci è sembrato divertente affiancarlo a Boldi, disegnandogli addosso un personaggio alla Robin Williams».
De Laurentiis è un capitolo chiuso?
«Ma no, Aurelio è un produttore tenace, all’antica, vuole essere ben convinto di ciò che fa. Restiamo amici».
Anche Veronesi va in Spagna per Manuale d’amore 2. Zapatero vi ha tutti stregati?
«In realtà, abbiamo pensato all’ambientazione dopo aver sentito i nostri figli e visto L’appartamento spagnolo. Però Zapatero è simpatico».