Via Varanini, tensioni tra rom e residenti

Sono diventati il problema del quartiere. Sono i nomadi che Filippo Penati ospita al civico 27 di via Varanini. Presenza indesiderata, secondo l’esposto che gli amministratori dello stabile hanno inviato al Comune di Milano, all’Asl e al comando dei vigili. Denuncia di convivenza col degrado documentata anche da fotografie, dove si scopre che nei locali pagati dalla Provincia di Milano a una società immobiliare vivono «molte più persone di quelle dichiarate».
Presenza di troppo «soprattutto nelle ore notturne», mentre bambini «in età scolare circolano durante la giornata nelle strade del quartiere». Lamentele di un crescendo di furti, di giardini utilizzati come discarica e dell’impossibilità di «conoscere se quei locali abbiano o no l’agibilità». Quadretto che spinge l’assessorato alla Sicurezza di Palazzo Marino a «impegnarsi per un ritorno immediato alla normalità, con i metodi più idonei». Quali? «L’inversione di rotta attuata dalla Prefettura fa ben sperare» confida l’assessore Guido Manca. Ripristino della legalità che, aggiunge Barbara Calzavara (Fi) del consiglio di zona 2, «chiediamo per chi, in quella strada e nelle vie adiacenti, si vede giorno dopo giorno ledere il fondamentale diritto alla sicurezza e alla tranquillità». Preannuncio di una nuova battaglia con tanto di invito «all’Asl affinché provveda a un sopralluogo». Uscita sottoscritta dagli abitanti dello stabile di via Varanini 27 che «non ce la fanno più a resistere in una situazione diventata esplosiva».