Varazze, la sinistra archivia il referendum

Le duemila firme raccolte da Forza Italia a Varazze per promuovere un referendum sul futuro delle aree retro portuali, non serviranno più a nulla. Infatti, con una mossa a sorpresa, l’amministrazione comunale di Varazze ha revocato il vecchio studio urbanistico di inquadramento (Sui, risalente al 15 febbraio 2007), rimettendo tutto in gioco. In pratica, come sostiene Forza Italia, la maggioranza di sinistra lunedì 13 ha fatto una «furbata ferragostana» deliberando sia la revoca del vecchio studio che l’adozione di uno nuovo delle aree retro portuali di Varazze.
«Con il nuovo Sui - specifica Andrea Valle, coordinatore di Forza Italia per Varazze - i volumi per l’edificazione nel retro porto non sono cambiati rispetto a prima (37mila metri cubi nel retro porto e 19mila nella zona dei cantieri Baglietto). Bastava pertanto una semplicissima variante al Sui precedente senza rifarne uno nuovo».
Ma la giunta non era d’accordo. Temendo che un eventuale referendum avrebbe scombinato i loro progetti, qualcuno ha pensato di intervenire in tempo.
«Una semplice alzata di mano in Consiglio comunale ha gettato nella spazzatura la volontà di oltre duemila residenti che sono preoccupati per la città e che vogliono esprimersi democraticamente sul suo futuro - accusa Valle - Tale atto dimostra che evidentemente temono il giudizio dei cittadini su questa ennesima colata di cemento».
Forza Italia sottolinea dunque che l’atto della maggioranza ha un preciso significato politico che non si può sottovalutare. «La manovra, volta a cancellare la volontà degli oltre duemila firmatari, si evidenzia come un mero atto di arroganza politica,non solo nei confronti del comitato referendario, bensì nei confronti dell’intera città e delle norme che ne regolano la democrazia. Ennesima dimostrazione ne sia l’invettiva dell’assessore Busso che, testualmente dice: “del referendum ne parleremo in altra occasione».