«Vareremo un piano per l’auto in difficoltà»

RomaUn tavolo per studiare «un intervento» mirato sul settore auto, che a causa della crisi economica «ha avuto il calo più profondo». È tarda mattinata quando Silvio Berlusconi annuncia la convocazione dell’incontro con le categorie interessate - in programma mercoledì prossimo a Palazzo Chigi - per ridare fiducia al mercato interno, grazie magari a misure «non costose per lo Stato, ma che facilitino le vendite, in coordinamento con gli altri governi dell’Ue». Con i quali l’Italia è in «contatto costante», Francia compresa, «per produrre situazioni che non comportino diversità nelle competizioni concorrenziali nei vari settori».
E così, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali dei carabinieri, il Cavaliere ribadisce pure la linea dell’ottimismo per arginare la congiuntura negativa, garantisce l’impegno dell’Italia per una soluzione positiva nella crisi mediorientale, guarda con speranza al neo-presidente degli Stati Uniti, torna a dire la sua sulla vicenda Alitalia. E in serata, a Palazzo Madama per il via libera al disegno di legge sul federalismo fiscale, rilancia l’auspicio del dialogo con l’opposizione sulle riforme.
Ma andiamo con ordine. Sul fronte crisi, il Cavaliere precisa: «Il fatto di essere ottimista non significa non essere realista». Detto questo, «dipende molto da quello che faremo». Perché «se ci fasciassimo la testa tutti quanti e dicessimo “basta, non si consuma più”, mettendo i soldini sotto il materasso, ci sarebbe una crisi profondissima e torneremmo al ’29». Un motivo che lo spinge a rivolgere «un messaggio» agli italiani: «Se potete, non cambiate abitudini». Certo, «se vai in cassa integrazione, le devi modificare per forza. E proprio per questo - rimarca - stiamo aumentando gli stanziamenti».
In vista del G20 del 2 aprile, che si terrà a Londra, Berlusconi si sofferma sulla riunione preparatoria tra i quattro Paesi europei che ne fanno parte (Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna), in calendario invece il 22 febbraio a Berlino. In quel contesto, riferisce, presenterà una proposta per arginare i danni creati dai titoli «derivati». «Sto già lavorando con i Paesi del G8 e c’è una preoccupazione globale», aggiunge il presidente del Consiglio, convinto che «la dimensione di questi derivati non è nota a nessuno».
Si passa al capitolo Alitalia e il leader del Pdl alza il tono della voce: «Non accetto che si continuino ad ascoltare dichiarazioni, da parte di esponenti della sinistra, che vogliono far credere agli italiani che noi, con la vendita agli imprenditori di Cai, abbiamo favorito degli amici». «Non c’è nessuno che si possa considerare amico mio. Anzi, molti di loro - osserva, facendo esplicito riferimento a Roberto Colaninno e Corrado Passera - sono sempre stati considerati vicini alla sinistra». E poi, «è assolutamente disonesto» affermare che «si è addossato agli italiani un carico di 4 miliardi, che invece Air France avrebbe fatto proprio. È una bestemmia, un’assurdità». Anche perché, si chiede, «chi può pensare che un’azienda che subentra, acquistando un comparto che produce perdite da tanti anni, con il rischio che continuino, si possa assumere anche il carico delle perdite pregresse?».
Sul versante esteri, il Cavaliere ricorda di aver dato la «disponibilità» all’impiego di carabinieri al valico di Gaza, anche se «ancora non sono arrivate richieste». Allargando quindi il discorso all’impegno di Barack Obama, dichiara: «Mi auguro che la sua azione sia non soltanto tempestiva, ma anche molto concreta». «Tutti ci aspettiamo molto da lui», puntualizza, e «dentro di me mi sento sicuro che non saremo delusi».
Giunto in serata al Senato, Berlusconi nega innanzitutto frizioni con il Carroccio: «Ma quando mai, i nostri rapporti sono straordinari». Con la Lega «ci possono essere posizioni differenti, ma tutto si supera con la discussione tra persone che si stimano». Poi, dopo l’ok dell’Aula al ddl sul federalismo fiscale, assicura che la pressione fiscale «diminuirà» e «il nostro Paese diventerà uno Stato moderno federale, come la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio». Intanto, conferma una «assoluta disponibilità a trattare con il Pd su ogni testo presentato».