Varese, donna con mani mozzate: arrestato un imbianchino 58enne

Giuseppe Piccolomo tradito da impronte delle scarpe, graffi sul viso e una supertestimone. Era già stato indagato per l'omicidio colposo della moglie

Varese - Ha 58 anni, fa l'imbianchino, conosceva la vittima e sei anni fa è stato indagato e ha patteggiato una pena per l'omicidio colposo della moglie. Era sceso dall'auto in fiamme salvandosi la vita, mentre la consorte era rimasta all'interno. E' anche un appassionato di Csi e delitti irrisolti Giuseppe Piccolomo, presunto assassino dell’ex tipografa in pensione, Carla Molinari. E sarebbe stato tradito dalle impronte delle scarpe nella casa della vittima e dai graffi sul viso. Forse proprio per la colluttazione potrebbe aver tagliato le mani alla vittima nel timore che sotto le unghie potesse essere rimasto qualche frammento della sua pelle. L'uomo, residente a Ispra,, capelli grigi, giubbotto arancione, è uscito dalla questura di Varese nella serata di ieri ammanettato e coprendosi il volto con un foglio di carta. È stato fatto salire a bordo di un’auto della polizia che è partita a velocità sostenuta verso il carcere cittadino. A incastrarlo la scientifica.

Il supertestimone Spunta una supertestimone nelle indagini che ieri hanno portato al fermo di Pippo Piccolomo, l’imbianchino 58enne di Ispra. Stando alle indiscrezioni di queste ore, una donna mentre si trovava in un bar, sentendo al tg il dettaglio dei mozziconi lasciati qua e là nella villetta degli orrori, s’è ricordata d’averlo visto proprio qualche ora prima del delitto trafficare con un posacenere. Colta da un tremendo dubbio è andata a raccontare il dettaglio agli uomini della mobile diretta da Sebastiano Bartolotta. Cominciò così un attento monitoraggio nei suoi confronti fino a raccogliere quegli elementi "inequivocabili" che, seconbdo gli investigatori, lo inchioderebbero alle sue responsabilità. Portato ieri sera, poco dopo le 19.25 nel carcere dei Miogni di Varese, si attende ora l’udienza di convalida del fermo e l’interrogatorio di garanzia. La svolta decisiva è arrivata ieri notte quando l’uomo è stato portato in Questura ed è stato chiamato un avvocato d’ufficio. Attorno alla mezzanotte era già iscritto sul registro degli indagati. Non pare che finora abbia fatto ammissioni, né si conosce cosa sia stato trovato nella sua abitazione già perquisita ieri notte.

Omicidio premeditato È accusato di omicidio premeditato aggravato da sevizie e crudeltà l’uomo arrestato. Lo ha spiegato il procuratore capo di Varese Maurizio Grigo, in una breve conferenza stampa in cui aveva accanto a sé il questore, Marcello Cardona. Grigo non ha voluto fornire altri particolari, in quanto "ci sono ancora indagini in corso". Né ha voluto dare altre indicazioni sulla persona fermata, che nei prossimi giorni dovrà comparire davanti al gip per l’udienza di convalida del fermo.  

Tradito dalle impronte L'uomo sarebbe stato tradito dall'impronta delle sue scarpe da ginnastica disseminate in tutte le stanze della villetta, tranne che in bagno. Si tratterebbe di calzature piccole, 38/39, lo stesso numero di quelle abitualmente indossate dalla vittima. Le impronte in alcuni punti della casa erano appaiate come fosse stata la conseguenza di un salto. L'uomo le avrebbe lasciate per depistare le indagini. L'assassino, infatti,  avrebbe messo parzialmente in disordine la casa per far credere a una rapina. Altro depistaggio i quattro mozziconi di sigaretta di altrettante marche diverse messe in quattro posaceneri diversi. E l'ex tipografa non fumava.  

Un delitto anomalo Per la ferocia dimostrata dal killer, per il particolare della mutilazione e per alcune tracce che sembravano essere state lasciate ad arte come in un tentativo di depistaggio, era parso subito un caso complesso. Donna prudente, riservata e in salute, l’anziana ha sempre avuto una vita, almeno apparentemente, irreprensibile e l’unico elemento che aveva attirato l’attenzione dei cronisti era stata la confidenza fatta a una amica circa l’intenzione di fare testamento lasciando in beneficenza il suo patrimonio di circa 500mila euro.

Brutale mutilazione Secondo l’autopsia la donna fu prima soffocata, poi ripetutamente accoltellata alla schiena e all’addome. Infine l’assassino le avrebbe amputato le mani e avrebbe anche cercato di tagliargli la testa, trovata parzialmente staccata dal collo. Le chiavi della villetta di via Dante erano nella toppa e la porta non presentava segni di scasso, fatto che lasciava supporre che la Molinari avesse potuto conoscere il suo omicida oppure, come hanno sostenuto alcuni suoi vicini di casa, che il killer fosse potuto entrare in casa approfittando dell’uscita della donna per portare la spazzatura.