Variante-Scanderebech L’ultimo arrivato vuol già rifare il Pdl

Sarà pure l’ultimo arrivato in parlamento, Deodato Scanderebech, sbarcato a Roma dal Piemonte in sostituzione di Michele Vietti in quanto ex Udc, ma oggi Pdl. Epperò «di strada in politica ne ho fatta molta», avverte. Era il 5 agosto quando, al termine dell’incontro fra Pdl e Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli, s’è preso l’impegno di studiare «un nuovo Pdl». Da allora, è partito per il Salento, la sua terra d’origine, e ha iniziato le sue ferie lavorative. Sfornando infine 15 pagine che, avverte, «devo consegnare direttamente nelle mani del Cavaliere», sai mai che finiscano a quei copioni del Pd, «interessati a un’azione politica simile». Quale? Semplice, anzi no, titanica: trovare 183.236 volontari che, possibilmente in cambio solo della tessera Pdl, coprano le 61.212 sezioni elettorali sul territorio: tre per ognuna, un giovane, una donna e un anziano. Una riorganizzazione del partito non solo in vista di eventuali elezioni anticipate. L’obiettivo è trasformare il Pdl in un «partito social network». Loro, i «testimonial della libertà», dovranno «agire in modo bidirezionale», portando al vertice le istanze del territorio e informando il territorio del lavoro svolto al vertice, ma anche fare da «problem solver». Titolo del progetto? Ovvio: «Berlusconi dà voce alla gente».