Le variazioni Webern

Il suo flusso improvviso
che scosta via i rami,
tarda estate che balena verso
l’immagine della propria assenza
*
Nel cuore del nulla,
nei vuoti radiosi,
persino la lingua dello svanire
lascia se stessa alle spalle
*
Nuvole, alberi, case,
nel sentimento che destano
all’approssimarsi del buio, paiono
frammenti di un’altra vita
*
Con che naturalezza respira,
e la mezzaluna levatasi tardi,
estratta dalla tenebra, guarda giù
e pare soffermarsi sulle onde
*
Sotto la luna e le stelle,
che sono quel che sono sempre state,
cosa dovremmo essere se non
\[noi stessi,
in questa luce che è luce da niente?