Varsavia, banca centrale sotto pressione

da Milano

Il governatore della banca centrale polacca Leszek Balcerowicz ha denunciato ieri le pressioni politiche subite per il caso Pekao-Bph. «Questo dimostra come i politici intendono la legge», ha detto il governatore ai giornalisti nel corso di una visita nel nord del paese. Nella mattinata alcuni parlamentari vicini al governo avevano detto di voler portare il governatore di fronte a un tribunale speciale, che potrebbe decidere la sua revoca.
Ieri il premier polacco, tramite il suo portavoce, ha detto di considerare la gestione del caso Unicredit da parte della commissione di supervisione per le banche (Knb) che fa capo alla banca centrale «scandalosa e illegale». La presa di posizione è arrivata contemporaneamente all'annuncio che il governo vuole accelerare i lavori per togliere le funzioni di supervisione sugli istituti di credito alla banca centrale. Mercoledì la commissione (che ha rimandato la decisione definitiva sul caso al 15 marzo) aveva respinto la richiesta del governo di presenziare attraverso un rappresentante alla discussione sui piani di Unicredit.
Alle polemiche si aggiungono le accuse lanciate da un deputato, Zbigniew Wrzodak, membro della commissione parlamentare del Tesoro. Secondo quanto riportato da un giornale Wrzodak avrebbe detto che «uno dei partiti polacchi ha ricevuto un prestito da Unicredit promettendo in cambio di appoggiare» la fusione fra Pekao e Bph.
Sul piano istituzionale gli uomini di Alessandro Profumo hanno ricevuto un importante via libera. L’ispettorato generale per le supervisione nel settore bancario ha comunicato un sostanziale parere positivo alla fusione delle controllate. Si tratta del primo importante passaggio tecnico per l’autorizzazione definitiva. Positive per Piazza Cordusio anche le parole del presidente dell'Agenzia per la protezione dei consumatori e della concorrenza, Cezar Banasinski, autorità che ha già dato parere favorevole alla fusione: il governo polacco, ha detto, non ha il diritto di contestare il via libera della Ue all'unione fra Unicredit italiano e Hvb e, di conseguenza, la fusione fra Pekao e Bph.