Varsavia, scoppia la faida politica Arrestato il ministro dell’Interno

Con Janusz Kaczmarek in cella l’ex capo della polizia: accusati di abuso di potere

da Berlino

In vista delle elezioni anticipate che dovrebbero tenersi in ottobre, la scena polacca è tutto un susseguirsi di oscure manovre e di pesanti scambi di accuse tra i gemelli Kaczynski e i loro avversari, interni ed esterni. I primi di agosto il ministro dell’Interno Janusz Kaczmarek fu improvvisamente destituito dal Primo ministro Jaroslaw Kaczynski perché accusato di aver boicottato le indagini su un caso di corruzione in cui era coinvolto il ministro dell’Agricoltura. Due settimane dopo Kaczmarek, il ministro destituito, restituisce il colpo e accusa il Primo ministro di aver ordinato ai servizi segreti di spiare oppositori e alleati con lo scopo di raccogliere elementi da utilizzare contro di loro. Ieri l’ultimo clamoroso colpo di scena. Kaczmarek, l’accusato diventato accusatore, viene arrestato. E con lui anche l’ex capo della polizia Konrad Kornatowski.
«È un vero e proprio attacco alla democrazia polacca», dice il capo dell’opposizione di sinistra Wojciech Olejniczak. Non meno allarmato il commento di Lech Walesa, il fondatore di Solidarnosc, il sindacato che diede il via alla rivolta contro il regime comunista: «I metodi dei Kaczynski per ridurre al silenzio chiunque non sia d’accordo con loro mi ricordano i metodi dei comunisti per distruggere Solidarnosc. Sono loro due che dovrebbero essere arrestati». Gazeta Wyborcza, uno dei più autorevoli quotidiani polacchi, parla di faida politica scoppiata a Varsavia.
E infatti ha tutte le caratteristiche di una faida lo scontro in corso tra i gemelli e i loro ex-alleati nella coalizione di governo. Una faida resa ancora più aggressiva dai sondaggi che segnalano un forte calo di popolarità per tutti e tre i partiti della coalizione, Legge e Giustizia, il partito dei Kaczynski, Samoobrona (Autodifesa), partito con una forte base nelle campagne, e la Lega delle famiglie. Tutti e tre ultraconservatori e ultranazionalisti, si presentarono alle elezioni del 2005 sventolando la bandiera della moralizzazione della vita polacca. E ora tutti e tre si scambiano accuse di traffici illeciti, corruzione e abuso di potere. Solo chi riuscirà a dimostrare di essere senza macchia uscirà vivo dalla faida e ha qualche possibilità di sopravvivere alle prossime elezioni.
Lo scontro esplose in luglio quando il Kaczynski Primo ministro destituì il ministro dell’Agricoltura Andrzej Lepper, che è anche leader di Samoobrona, e il ministro dello Sport Tomasz Lipiec, della Lega delle famiglie, per uno scandalo di tangenti. La vicenda però non è mai stata chiarita del tutto. I due accusati sostengono che non ci fu nessuno scandalo ma solo una trappola organizzata dai servizi segreti su ordine dei gemelli per estrometterli dal governo. E le prove che fu una trappola sarebbero state fornite loro dallo stesso ministro dell’Interno Kaczmarek, avversario dei Kaczynski. Di qui la sua destituzione e i recenti colpi e contraccolpi della faida.
Quali siano le accuse che hanno portato all’arresto di Kaczmarek e dell’ex-capo della polizia ancora non è chiaro. L’unica cosa chiara è che la coalizione non ha più la maggioranza e il ricorso alle urne è inevitabile. Per sciogliere anticipatamente il Parlamento è necessaria una maggioranza di due terzi. Una maggioranza molto alta che però sarà sicuramente raggiunta, perché in Polonia forte è la voglia di voltare pagina.