Varsonofij

Fa parte di un gruppo di monaci eremiti (starcy) di Optina. Si chiamava Pavel Plichankov ed era nato nel 1845 in casa di un mercante. Aveva scelto la carriera militare e, dopo la scuola a Orenburg, frequentò l’accademia per ufficiali di stato maggiore a Pietroburgo. Destinato allo stato maggiore del distretto militare di Kazan’, arrivò al grado di colonnello ma la sua intensa fede religiosa ne fece praticamente lo zimbello della buona società e dei salotti locali. Nel 1892 il colonnello Plichankov gettò la spugna e la divisa, facendosi monaco a Optina col nome religioso di Varsonofij. Consacrato sacerdote, venne incaricato di dirigere spiritualmente i monaci che seguivano la clausura più rigida e di amministrare i sacramenti alle monache del vicino monastero di Šamordino. Nel corso della guerra del 1905 tra la Russia e il Giappone, Varsonofij ebbe l’incarico di cappellano in un ospedale militare in territorio cinese. Poiché lo si trovò provvisto del dono della profezia, nel 1906 fu nominato confessore di Optina e, l’anno seguente, superiore degli eremiti che esercitavano la clausura stretta. Nel 1910 venne inviato al capezzale di Lev Tolstoj morente, ma la famiglia del grande scrittore eterodosso e in odore di eresia non gli permise l’ingresso. Nel 1912 una serie di calunnie a suo carico provocò una ispezione che gli costò l’allontanamento da Optina. Varsonofij si portò nel monastero di Stato-Golutvin, in diocesi di Mosca, e finì col diventarne il superiore. Ma (così riporta il suo biografo Semenenko-Basin) potè restare in carica meno di un anno perché morì nel 1913.