Vasco Rossi: "Voglio una vita senza stop and go"

Il nuovo album del Blasco, <em>Il mondo che
vorrei</em>, sarà nei negozi da venerdì 28 marzo: 12 brani che alternano rock, dolci ballads e parole che aiutano a interpretare il
malessere sociale, le difficoltà di rapporto con gli altri e
con l’altro sesso

Roma - "Il mondo che vorrei è un mondo dove si viaggia sempre e non si arriva mai". È questa la chiave con cui Vasco Rossi interpeta il suo nuovo album, Il mondo che vorrei, nei negozi da venerdì 28 marzo.

Il disco, 12 brani di cui 11 inediti cui si aggiunge Basta poco, uscito l’anno scorso, è la piena espressione del Vasco atteso dai suoi fan, un pubblico che gli chiede di alternare rock, dolci ballads e parole che aiutino a interpretare il malessere sociale, le difficoltà di rapporto con gli altri, con l’altro sesso. Tralasciando la traccia che dà titolo al disco e che già da giorni impazza alle radio, il primo affondo a tutto rock lo affibbia Gioca con me, un omaggio alla femminilità, un brano che vede alle chitarre Slash, il mitico esponente dei Guns ’n’Roses. "Come riempi bene quei jeans, cammini come una dei film, coi tacchi quasi galleggi", canta il rocker accompagnato da uno Slash in grande spolvero che sembra star lì a primeggiare, imbracciando la sua Gibson, con il Blasco.

Non mancano le ballate: a cominciare da Vieni qui fino a E adesso che tocca a me dove Vasco manifesta la sua insoddisfazione, segnala le difficoltà che emergono nel conflitto con la realtà. A 56 anni, Vasco Rossi continua a non tirarsi indietro. Odia l’ipocrisia e lo dice chiaramente in Non sopporto. Nutre molta diffidenza verso chi ha solo certezze e mai un dubbio e così diventa feroce, ironico al limite del sarcastico in Dimmelo te. "Mi sento un sopravvissuto - riconosce il cantante - ho fatto un sacco di esperienze e cambiato molti modi di vivere: ho vissuto da sconosciuto, da povero, da ricco, e famoso. Da montanaro, da studente, da deejay e rockstar. Mi sembra che dio mi abbia concesso una vita veramente molto varia e lunga .. o forse - scherza - si è dimenticato di me".

L’album, che si presenta splendidamente con la copertina che vede il rocker guardare da dietro una porta socchiusa, è "imprigionato" in una seconda copertina tutta in plastica che riporta in giallo fosforescente la "V" di Vasco, il titolo dell’album e, sul retro, l’elenco delle tracce. E chissà cosa saranno riusciti a "inventare" i creativi per la copertina dell’album in vinile tirato in 4 mila copie in edizione limitata e numerata. Nel disco non manca comunque spazio dedicato al complicato rapporto con le donne. Vasco si arrende totalmente alla donna in Non vivo senza te ma la mette anche in guardia nel già citato Vieni qui ("Non potrai mai trovare un altro come me"). Né manca un omaggio all’amore in Colpa del whisky.

Per tutti i suoi fan, Vasco si conferma re del dubbio. Di certezze non ne può dare: la sua unica speranza è che, se non arriva un angelo, che nasca almeno un rock’n roll. L’album, prodotto da Vasco Rossi e da Guido Elmi, tranne due canzoni prodotte da Celso Valli, è stato pensato in Italia e realizzato tra Bologna e Los Angeles. Tutti i testi sono firmati da Vasco Rossi che sembra proseguire il suo cammino verso il minimalismo in qualche modo ricongiungendosi allo stile degli esordi. Per le musiche, si è avvalso della collaborazione di Tullio Ferro, Gaetano Curreri e Guido Elmi, da anni complici, ognuno a suo modo, delle differenti atmosfere musicali che avvolgono l’album.