VASCO Il signor Rossi va all’assalto dell’Olimpico

Dai Rolling Stones ai Genesis, da Peter Gabriel al metal degli Iron Maiden qualche giorno fa, sono davvero tanti gli eventi che terranno accesa l’attenzione degli amanti del rock in questa estate romana 2007. Le due date di Vasco Rossi allo Stadio Olimpico in programma il 27 e il 28 giugno, un evento che unisce più generazioni. Vasco incarna il rock in Italia. Dopo la prova generale di Latina, il concerto annullato dopo la tromba d’aria all’Heineken Jammin Festival di Venezia e il doppio evento di San Siro, Vasco arriva finalmente a Roma. Biglietti introvabili, letteralmente polverizzati già dopo poche ore dopo l’annuncio delle date.
In questi giorni i bagarini e il fittissimo mercato sottobanco, i baratti tra i fan, le vendite last minute di «chi-non-può-più» sono in pieno fermento. «Si consiglia di prestare attenzione ai biglietti contraffatti» avvertono intanto da Milanoconcerti, management del tour. Ma, si sa, già da mercoledì 27 mattina, fino a pochi minuti dall’inizio degli show, centinaia di persone passeggeranno nello spazio antistante l’Olimpico a offrire biglietti. Occhio, dunque. E mentre il comune di Milano (costretto dai residenti di San Siro e dal Tar) ha messo la sordina al concerto di Vasco, obbligandolo a un volume di soli 78 decibel e all’inizio alle 20,30, (anziché alle 21,15, per terminare entro le 23,30), show pieno e a tutto volume a Roma, città sempre più Capitale del rock in Italia.
Un tour da 15 milioni di euro questo di Vasco Rossi, con due palchi in giro per l’Italia larghi 75 metri, profondi 26 e circondati da sei torri che vanno dai 18 ai 28 metri di altezza, con due passerelle laterali lunghe 20 metri e dieci schermi luminosi. «Il palco rappresenta una città invasa dalla giungla, la civiltà assediata dall’inciviltà, la gente normale assediata dagli estremismi - ha spiegato il cantante -. Noi pensavamo di poter rispondere alle leggi degli uomini e non a quelle di Dio. Ma quale Dio? - si domanda poi - La nostra civiltà ha delle crepe dentro cui si inseriscono i kamikaze. La vita è una giungla e c’è chi vuole la vita garantita. Chi dice che le soluzioni sono semplici è un farabutto». Insomma, Vasco è sempre lui, meno spericolato del passato, e oggi dimagrito dopo una dura preparazione atletica. «Non sono certo uno sportivo - ha spiegato - ma per reggere tutto il concerto sono obbligato a fare così!». Nessun album da promuovere, anche se il nuovo disco è già pronto. «Ma non so quando uscirà! - dice - ho dei problemi con la casa discografica. E se ce li ho io figuratevi quelli più piccoli di me...».
Le canzoni in scaletta che hanno già fatto esplodere San Siro sono trenta. Anche all’Olimpico si partirà con «Basta poco», il brano pubblicato in rete quest’inverno, si ascolterà La compagnia, cover di Battisti, e l’inedita «Non sopporto». E poi immancabili «Bollicine», «Gli spari sopra», «Vita spericolata», «Siamo solo noi», ma anche brani assenti per anni dai live come le vecchie «Voglio andare al mare». Conclusione dello show affidata, come sempre, ad «Albachiara». Sul palco con Vasco la sua ormai storica band formata da Claudio Golinelli al basso, Stef Burns e Maurizio Solieri alle chitarre, Alberto Rocchetti alle tastiere, Frank Nemola a sax e fiati, Andrea Innesto al sax, Clara Moroni ai cori, e new entry del batterista americano Matt Laug.