Da Vasco a Vale, i dottori senza esami

Il caso più spettacolare (in negativo) è stato quello di Jonella Ligresti, figlia dell’imprenditore Salvatore, privata della laurea honoris causa proprio quando aveva già indossato la toga, il tocco e la fascia e teneva in mano la cartella con la laudatio. Il ministro che - bisogna dirlo - accetta senza fiatare troppo che siano consegnate lauree a studenti manifestamente inadeguati, si era inalberato contro l’abbondanza di pargamene ad honorem invitando a «limitarne il conferimento». Forse a scatenarlo era stato un eccesso di pubblicità dato a certe cerimonie, come quelle riservate ai due Rossi, Valentino e Vasco, che poco hanno a che fare con l’austerità di una sessione accademica e molto hanno richiamato in termini di esposizione mediatica.
E così anche altri riconoscimenti, come quello a Ligabue, sono stati accolti con un’alzata di spalle o di indifferenza. Sarà un segno dei tempi. O forse ciascuna epoca ha i laureati che si merita (con le dovute eccezioni).