La vaselina nel sangue

Il supergiovane Pierluigi Diaco, diversi anni fa, scrisse un libro titolato «Nel 2006 vincerò io» (Mondadori) e io misi per iscritto che se avesse vinto lui l’avrei ucciso. Poi cambiai idea: qualsiasi cosa fosse o volesse diventare, Diaco, era riuscito inconfondibilmente a diventarla: ora è Diaco, punto, e lo rispetto come rispetto tutto ciò che non potrò mai, neppure con sforzi immani, affatto comprendere o diventare. Tocca però tornare sull’argomento dal momento che Diaco si è occupato di giornalismo: la settimana scorsa, su RaiNews24, ha intervistato Romano Prodi. Orbene, segue sbobinatura segnalata da Toqueville.it: «Professor Prodi, ma lei qui ascolta più la gente che i politici, è una novità assoluta»; «Professore, lei qui sta cambiando i tempi della politica, si prende tutto il tempo necessario per ascoltare anziché andare di fretta come di solito fanno i politici»; «Volevo dire ai telespettatori, che tanto hanno sentito parlare del colore dei capelli di Prodi beh, posso assicurarvi, è proprio Prodi, al naturale»; «All’inizio credevo che mi sarei trovato di fronte una persona piuttosto distante, l’intervista ad esempio doveva durare otto minuti: alla fine è durata quaranta». Vedi titolo.