Il Vaticano accusa: "Censura della Sapienza al Pontefice"

La radio della Santa Sede risponde ai docenti: appello intollerante. Il rettore: "Una minoranza". Gli studenti dell'ateneo romano preparano la contestazione per giovedì

Roma - Scritte sui muri, cartelli sotto la statua della Minerva, banchi di genuina porchetta «anticlericale» cucinata dal collettivo di Fisica. Alla Sapienza la protesta ribolle in pentola: gli studenti preparano cortei e concerti e altre firme si aggiungono a quelle dei 67 professori che hanno definito «un evento incongruo» la visita del Papa all’università. E mentre Radio Vaticana parla di «censura e intolleranza», il rettore Renato Guarini minimizza la portata della contestazione: «Contro il Pontefice c’è solo una minoranza dei 4500 docenti e tra i critici dell’invito ci sono persone che non hanno mai letto i suoi scritti. Io rispetto le idee di tutti, però è sbagliato prendere posizioni preconcette».

MESSAGGERO DI PACE Dunque, programma confermato. Giovedì prossimo Benedetto XVI verrà accolto «come messaggero di pace e giustizia e come uomo di pensiero». «Ma la sua visita e l’inaugurazione dell’anno accademico saranno due momenti separati - spiega Guarini -. Il Papa giungerà dopo la cerimonia, che vedrà la lectio magistralis pronunciata dal professor Mario Caravale, e gli interventi di uno studente, di un rappresentante del personale tecnico amministrativo, del sindaco Veltroni e del ministro Mussi». Insomma, insiste il rettore, nessuna forzatura: «Da laico sono consapevole che la nostra università è formata di credenti e non credenti. La Sapienza ha più volte accolto rappresentanti di altre confessioni religiose e li ha riconosciuti come interlocutori in un franco dialogo sulla convergenza di alcuni valori umani e civili». La cerimonia di quest’anno sarà dedicata alla pena di morte e alla moratoria Onu. «Sono un uomo di ragione - conclude Guarini - e mi auguro che anche giovedì si possa, attraverso il dialogo e l’approfondimento dei temi, arrivare a una discussione feconda».

LETTERA APERTA La Santa Sede tiene il profilo basso, limitandosi a confermare che «il Pontefice è stato invitato e sarà presente». Così, a rispondere alla lettera aperta dei 67 prof ci pensa Radio Vaticana: «La comunità universitaria attende con interesse l’incontro con Benedetto XVI, tuttavia non mancano qualche contestazione e iniziative di tipo censorio». L’emittente chiude ricordando come la Sapienza sia stata fondata proprio da un Papa, da Bonifacio VIII nel 1303, e ironizza sul documento, «un tollerante appello». E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia università Lateranense, invita «a confrontarsi senza miopia e senza preclusioni ideologiche perché gli atenei sono luoghi di confronto, dove le tesi si sottomettono alla verifica».

«UN’USCITA VERGOGNOSA» Qualche professore attacca la protesta dei 67. Bruno Dalla Piccola, docente di genetica medica alla Sapienza, definisce l’appello anti-Ratzinger «un’uscita vergognosa che non fa onore a una grande università come la nostra». Si dissocia a quanto pare anche uno dei firmatari, che preferisce restare anonimo. «La lettera è di due mesi fa - dice all’Apcom -, quando sembrava che il Papa dovesse tenere una lectio magistralis. L’hanno tirata fuori adesso per mettere in difficoltà il rettore».