Il Vaticano benedice le Comunità Incontro

Monsignor Fernando Filoni, della Segreteria di Stato: «Il Papa prega per il recupero dei tanti ragazzi emarginati»


«Noi continuiamo il nostro lavoro. Facciamo la volontà di Dio. Sono i fatti che parlano». La voce dalla comunità Incontro di don Pierino Gelmini è di don Enzo Pichelli, uno dei coordinatori dei centri di recupero per tossicodipendenti con base ad Amelia. Si continua a lavorare, racconta al Giornale, perché «invece di scrivere notizie calunniose mi piacerebbe che si parlasse di cosa la comunità fa». Cosa fa la comunità, don Enzo l’ha voluto ricordare prima di tutto a Benedetto XVI, assieme ad altri sacerdoti, nei giorni dell’esplosione della bufera giudiziaria su don Gelmini, indagato dalla procura di Terni per abusi sessuali. Ad agosto da Amelia è infatti partita una lettera indirizzata al Vaticano in cui don Enzo e altri collaboratori hanno spiegato la loro personale esperienza nella comunità, che conta ora 164 sedi in Italia e 74 nel mondo, e come il loro sacerdozio si sia arricchito lavorando al fianco di don Gelmini per recuperare ragazzi che tentano di uscire dalla dipendenza.
E il Vaticano ha risposto, attraverso la segreteria di Stato, con una lettera firmata dal sostituto monsignor Fernando Filoni. La data è del 25 agosto, ed è dunque precedente ai nuovi risvolti dell’inchiesta, in cui i magistrati devono verificare ora la veridicità di una trentina di casi di presunti abusi. Ma in comunità l’hanno letta come un segnale di incoraggiamento e di vicinanza affettuosa a chi costruisce a lavora a fianco di oltre 12mila tossicodipendenti ogni anno.
«Con sentimenti di filiale devozione - inizia la lettera della segreteria di Stato vaticana - Ella, insieme ad altri sacerdoti impegnati nella Comunità Incontro al fianco di Don Gelmini, ha voluto recentemente testimoniare al santo Padre l’altro valore umano e pastorale di tale esperienza».
Spiega Don Pichelli: «Nella mia precedente lettera, avevo scritto che lavorare nella comunità con don Gelmini per me è stata un’esperienza esaltante».
La lettera della segretaria di Stato non fa riferimento a don Gelmini né, ovviamente, all’inchiesta in corso, ma garantisce che il Papa «assicura la Sua preghiera affinché quella benemerita opera, con la grazia di Dio, possa continuare a promuovere il recupero e la crescita umana di tanti ragazzi e ragazze emarginati». «Sua Santità», aggiunge la lettera, «invoca la materna protezione della Madonna del Sorriso», che è l’immagina mariana venerata in tutti i centri della comunità «Incontro».
Benedetto XVI, si legge ancora nella risposta di monsignor Filoni, estende la sua benedizione apostolica «a tutti i residenti nei molti centri della Comunità e a quanti cooperano in vario modo a un’attività - si ribadisce - di così grande rilevanza sociale».
Il 27 settembre nella casa madre di Amelia c’è stata la festa del ventottesimo anno di attività con don Gelmini. E si preparano iniziative di tutela: la comunità ha annunciato ieri la nomina di un avvocato civilista, per «promuovere azioni di risarcimento in relazione agli eventuali danni d’immagine provocati dai mezzi d’informazione alla struttura e al suo fondatore don Pierino Gelmini».
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