Il Vaticano in campo: «Legge applicata male così non tutela la vita»

L’esponente di An: «Mancano notizie su ciò che viene fatto per la prevenzione delle interruzioni di gravidanza»

Emanuela Fontana

da Roma

Dopo meno di 24 ore dall’annuncio del segretario Lorenzo Cesa, l’Udc è passata dalle parole ai fatti depositando una richiesta formale di apertura di un’indagine conoscitiva sulla legge 194 sull’aborto alla commissione Affari Sociali. Mentre per la seconda volta in appena tre giorni scende in campo l’Osservatore Romano, i centristi hanno così portato a termine il primo atto parlamentare per riportare in aula la discussione a ventisette anni dall’approvazione della legge attraverso la via più breve e tecnicamente più perseguibile. Il segretario Cesa aveva proposto una commissione d’inchiesta, dopo che la Chiesa era intervenuta con il presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini, per chiedere l’ingresso di volontari antiabortisti del Movimento per la vita nei consultori e il ministro della Salute Francesco Storace aveva confermato di voler intervenire in questo senso applicando alla lettera l’articolo 2 della legge 194. Ormai l’asse pro-volontari è uscito allo scoperto: ieri l’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, in perfetto sincronismo con il dibattito politico, ha scritto che la legge sull’aborto è stata «mal applicata, fino ad ora, nella sua integralità. Ne è stato violato lo spirito». Perché i consultori familiari «invece che centri di vita sono stati, in gran parte, purtroppo meri dispensatori di certificati per l’aborto. Si è ritenuto - scrive l’Osservatore - che l’unica forma di prevenzione all’interruzione volontaria di gravidanza fosse la contraccezione». I tempi di fine legislatura non consentono la formazione di una vera e propria commissione d’inchiesta. L’Udc ha così scritto una lettera alla commissione Affari Sociali, firmata dal capogruppo Luca Volontè, in cui si chiede «un’indagine conoscitiva diretta ad acquisire notizie e informazioni sull’esperienza della legge 194 in questi anni, al fine di fornire al Parlamento opportuni elementi di valutazione della sua corretta applicazione».
L’attività di indagine dovrebbe concludersi «entro gennaio», con una serie di audizioni. Il partito di via due Macelli chiede quindi un’inchiesta lampo, di due mesi, sulla legge 194. La Lega, con la capogruppo in commissione Francesca Martini, ha già dato il suo benestare: «Accogliamo con entusiasmo la proposta». Nel dibattito, Udc e An sembrano spingere nella direzione Cesa-Storace. Dice il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa: «La 194 non si tocca ma è giusto proporre i volontari nei consultori». Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano «l’iniziativa di Storace è legittima e doverosa». Mantovano ricorda anche che il Movimento per la vita ha salvato 70mila bambini destinati a non nascere. È «doveroso» per l’ex ministro della Comunicazione Maurizio Gasparri prevedere volontari nei consultori che facciano «attività informativa». E la verifica sull’applicazione della 194 è «necessaria».
Forza Italia condivide l’idea di rinforzare l’aspetto di «prevenzione» della legge. Fi non parla però esclusivamente di volontari antiabortisti, ma di aiuto in altri termini, come «il sostegno economico sia ai figli che alle famiglie - spiega il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto - e l’uso dei contraccettivi, la loro propaganda e diffusione».
La differenza non è da poco, ma Cicchitto si dice comunque favorevole all’istituzione di una commissione d’inchiesta, «perché sarebbe sbagliato respingerla pregiudizialmente», anche se a suo avviso «la legge nel complesso finora ha funzionato». La sottosegretaria al Welfare Grazia Sestini spinge per una «modifica legislativa condivisa della prima parte della 194». Mentre la sottosegretaria alla Salute Elisabetta Casellati sottolinea che l’idea dei volontari è «perfettamente in linea» con la 194.
Da sinistra e radicali posizioni molto dure. Per Daniele Capezzone la commissione d’inchiesta sarebbe «un puro e semplice luogo di propaganda elettorale», mentre il Verde Paolo Cento parla di «clima di intimidazione». Il segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti: «Ogni attacco alla legge ha solo uno sgradevole sapore clericale e oscurantista». Il vicepresidente dello Sdi, Roberto Villetti, attacca Ruini e l’Osservatore Romano: «Vogliono scassinare la legge».