Vaticano contro Pechino: "Repressione religiosa"

Dura reprimenda della Santa Sede per l'Assemblea dei
rappresentanti cattolici cinesi: "Atteggiamento repressivo della libertà religiosa che si
auspicava superato nella odierna Cina. Tutto ciò non
fa onore a Pechino"

Roma - La "Santa Sede deplora" che sia sia tenuta a Pechino l'Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi. Ritiene che le "modalità della sua convocazione e svolgimento manifestino un atteggiamento repressivo della libertà religiosa che si auspicava superato nella odierna Cina" e che tutto ciò "non fa onore alla Cina".

La condanna all'assemblea governativa L'Assemblea voluta da Pechino e la recente ordinazione di un vescovo senza mandato pontificio "hanno danneggiato unilateralmente il dialogo e il clima di fiducia avviati con il governo della Repubblica popolare cinese". Si tratta, per il Vaticano, di gesti "inaccettabili e ostili" che provocano "grave perdita di fiducia". La Santa Sede ricorda che ognuno dei "pastori e fedeli" che hanno partecipato alla Assemblea dei cattolici cinesi il 7 e 8 dicembre sa "in che misura è responsabile davanti a Dio e alla Chiesa" e che la Santa Sede "aveva fatto conoscere, anche pubblicamente, che non dovevano partecipare all’evento". Il Vaticano ricorda, inoltre, di sapere che alcuni "sono stati forzati a partecipare all’Assemblea".