Il Vaticano contro Santoro "Ingiuste offese al Papa"

Polemiche dopo la trasmissione su Raidue del documentario sui preti pedofili. Il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, attacca: "False accuse, è sbagliato strumentalizzare"

Milano - Puntata record per Michele Santoro e il filmato inglese sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Primato di ascolti: 4.781.000 spettatori, 21 per cento di share (miglior prestazione assoluta per questa stagione di AnnoZero), anche se in seconda serata il Porta a porta che trattava del quarto segreto di Fatima con il cardinale Bertone ha toccato il 26,4. E soprattutto record di polemiche, con il centrodestra all’attacco e il centrosinistra (non però l’Italia dei valori) in difesa dell’ex europarlamentare Ds. Sul dossier della Bbc il giudizio più pesante viene dal Vaticano: il portavoce della Santa sede, padre Federico Lombardi, ha definito il documentario «profondamente ingiusto» soprattutto «quando prende di mira la figura del cardinale Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI».
Padre Lombardi non se la prende direttamente con Santoro. «La partecipazione di monsignore Fisichella e di don Di Noto al dibattito televisivo ha dimostrato che, contrariamente alle tesi del documentario, nella Chiesa c’è la forte volontà di guardare in faccia i problemi con obiettività e di affrontarli con lealtà». Ma il giudizio sull’inchiesta è netto: «Le denunce possono spingere ad affrontare e risolvere problemi sottovalutati o nascosti, ma non devono diventare non veritiere così da essere strumentalizzate. La Chiesa ha dovuto imparare a sue spese le conseguenze dei gravi errori di alcuni suoi membri ed è diventata assai più capace di reagire e di prevenire. È giusto che anche la società nel suo insieme si renda conto che nel campo della difesa dei minori e della lotta alla pedofilia ha un lungo cammino da compiere».
«Processo unilaterale» (Bondi, Forza Italia). «Garbo e professionalità» (Giulietti, Ds). «Attacco alla Chiesa» (Calderoli, Lega). «Puntata libera ed equilibrata» (Morri, Ds). «Propaganda sinistra» (Gasparri, An). «Pagina di cronaca agghiacciante ma reale» (Lusetti, Margherita). «Da Fisichella una lezione ai politici» (Donadi, Idv). «Da destra canea incredibile» (Sgobio, Pdci). Il video di AnnoZero ha sollevato un polverone. Ma per capire i veri motivi della puntata di giovedì bisogna leggere il commento di Sandro Ruotolo, il braccio destro di Santoro. «Ho avuto la stessa sensazione di 16 anni fa quando realizzammo noi di Samarcanda, assieme a Maurizio Costanzo, la staffetta su Libero Grassi - scrive sul suo blog -. In prima serata irruppe il tema della mafia. Sedici anni dopo, è caduto un altro tabù. Nell’Italia, Paese cattolico per eccellenza, abbiamo potuto affrontare un tema scomodo che riguarda la Chiesa di Roma». Il Vaticano come la mafia, insomma; in fondo è una questione di cupole. Da demolire.
Anche i protagonisti della serata televisiva sono tornati sulla puntata di AnnoZero. Monsignore Rino Fisichella, ausiliare di Roma e rettore della Lateranense, ha ricevuto complimenti perfino da Santoro: «Ha dato un segnale che la politica dovrebbe raccogliere, si è confrontato in campo aperto, ha detto la sua e ha dimostrato una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti». Anche Sandro Curzi ha riconosciuto al prelato «capacità di dialogo, di confronto e di civile scontro».
Ma non per questo il vescovo ha abbassato il tiro: «Sono state rese evidenti molte contraddizioni, strumentalizzazioni e anche calunnie presenti nel video - ha detto ieri -. Ho notato il prurito di voler andare a rivangare situazioni che non hanno senso, di voler a tutti i costi mistificare le notizie e soprattutto dare una lettura distorta dei nostri documenti. Questa, lo debbo dire con pacatezza ma anche con molta chiarezza, non è professionalità: non è assolutamente possibile continuare su questo tono». Per Santoro, invece, la questione dei preti pedofili è lo spunto per parlare dei rapporti tra giornalisti e politici: «È ora di farla finita che un politico si possa svegliare la mattina e dire “Santoro è una merda” senza che nessuno trovi la possibilità di dire alcunché».
La polemica ha investito anche il consiglio di amministrazione della Rai, la Commissione di vigilanza e i responsabili della programmazione. Il consigliere Rai Marco Staderini, parlando di «trasmissione a tesi precostituita», ha invitato «il direttore generale Cappon e il presidente Petruccioli a riflettere su quello che hanno combinato». Per il consigliere Angelo Maria Petroni «sono state disattese le regole e le finalità del servizio pubblico radiotelevisivo». Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, se l’è presa con il direttore di Raidue Antonio Marano per aver «autorizzato un’operazione di così basso profilo»: Marano ha invece scaricato ogni responsabilità su Cappon.