Il Vaticano contro le «stanze del buco» «Esperimenti sulla pelle dei drogati»

«L’Osservatore romano» stronca la proposta del ministro Ferrero: «Intervento avventuroso. Deve imparare da chi tratta ogni giorno con quelle problematiche»

Francesca Angeli

da Roma

Ferrero propone di sperimentare la stanza del buco «sulla pelle dei tossicodipendenti». Le esternazioni del ministro della Solidarietà sociale provocano la dura reazione del Vaticano. E così ancora una volta l’Osservatore Romano si scaglia contro uno degli esponenti del governo Prodi. Il quotidiano critica «l’avventuroso intervento» di Ferrero sulle shooting room (stanze dove ci si può drogare sotto controllo medico) sottolineando anche come sia «ormai diventata una pericolosa abitudine quella di alcuni ministri italiani che, su temi particolarmente complessi, invece di osservare una auspicabile prudenza di giudizio sembrano gareggiare in esternazioni «a titolo personale».
Su queste delicate tematiche, prosegue l’Osservatore «non servono esternazioni, ma esperienza sul campo». Il Vaticano accusa esplicitamente il ministro di voler fare sperimentazione «sulla pelle dei tossicodipendenti». Invece di guardare all’estero meglio sarebbe, prosegue l’Osservatore «fare tesoro dell’esperienza di chi, da anni, in Italia, nelle strade, dunque sul campo, ha avuto ed ha a che fare con la piaga della droga e con le problematiche connesse».
Il quotidiano vaticano poi rimarca come su questo punto la maggioranza si sia per l’ennesima volta divisa proprio mentre «si sta lavorando affinché sui temi etici e di particolare complessità il governo sia in grado di esprimere una posizione univoca che tenga conto delle diverse sensibilità presenti anche all’interno dello stesso schieramento di maggioranza». La proposta di Ferrero infatti è stata subito bocciata dal ministro della Famiglia, Rosy Bindi.
Anche l’Udeur si è detto contrario ed ha chiesto che Ferrero oggi risponda su questo tema durante il question time a Montecitorio. Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur, boccia la proposta di Ferrero e lo richiama alla corretta applicazione del programma. «La stanza del buco non è qualcosa di concepibile: non è nel programma dell’Unione e quindi è inaccettabile», dice Fabris che poi avverte gli alleati. «Bisogna evitare questa continua deriva da quanto previsto dal programma della coalizione. - conclude Fabris -. L’Udeur si opporrà a una simile proposta e nello stesso tempo denunciamo anche le uscite improvvide di qualche ministro».
La Casa delle Libertà critica in modo compatto la proposta del ministro Ferrero. Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale e Carlo Giovanardi dell’Udc annunciano di essere pronti ad alzare le barricate per difendere la legge approvata dal governo di centrodestra. «Siamo pronti al confronto in Parlamento - dicono Gasparri e Giovanardi - ma diciamo no allo smantellamento per via amministrativa come annunciato dal ministro». La Cdl annuncia la nascita di un intergruppo parlamentare «per la libertà dalla droga» per favorire «la cultura della prevenzione». Durante il question time di oggi Gasparri e Giovanardi cercheranno soprattutto di «capire se la linea di Ferrero è quella del governo Prodi».
A sostegno della proposta di Ferrero interviene l’ex ministro della Salute, Umberto Veronesi. Lo scienziato fa riferimento esclusivamente all’esperienza condotta dall’Università di Zurigo che dimostra, secondo Veronesi, come «liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei morti per overdose e anche dei tossicodipendenti».
Opposto il parere di Don Gelmini che non è un luminare come Veronesi ma combatte tutti i giorni contro la schiavitù della droga. «Aprire le stanze del buco, per sostenere le famiglie dei tossicodipendenti, equivale ad aprire i manicomi per sostenere le famiglie dei malati di mente - denuncia Don Gelmini -. Pertanto, noi respingiamo con tutta la forza possibile, questo tentativo di soffocare la volontà di reagire, facendo della droga un qualcosa che merita di essere conservato,custodito, concesso, alimentato e, in qualche caso, anche proposto come un diritto».