Il Vaticano: i diritti gay non vanno discriminati

da Roma

La sinistra ha abdicato a quella che dovrebbe essere la sua funzione principe: la difesa della famiglia e della vita. Al di là degli scontri politici e ideologici e oltre la questione dei diritti ai conviventi, monsignor Rino Fisichella rimarca come sia stata scarsa fino ad ora l’attenzione del governo nei confronti della famiglia. È ancora molto alto il tono delle polemiche tra una parte della maggioranza di governo e la Chiesa dopo l’intervento del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, sui Dico e l’accostamento che molti hanno voluto leggere nel suo discorso tra l’omosessualità e il riconoscimento di convivenze e tabù quali la pedofilia e l’incesto. Non è bastato neppure il chiarimento dell’arcidiocesi di Genova che ha parlato di cattiva interpretazione. Fisichella rettore dell’Università Lateranense e stretto collaboratore di Ruini e Ratzinger, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In mezz’ora, invoca dialogo e comprensione reciproca ma chiede anche più attenzione per la cellula fondante della società. «Mi dispiace di dover dire che da parte di alcune forze politiche, specialmente dell’area di sinistra, è venuta meno un’identità che apparteneva loro storicamente - dice Fisichella -. Non penso ai cattolici ma alla sinistra che fino a 20 anni fa di fatto viveva pensando alla salvaguardia del concetto di vita, famiglia e moralità. Tutto questo è venuto meno».
Fisichella ribadisce che i politici cattolici devono ascoltare la Chiesa e la «parola di Dio» e non possono votare leggi contro natura. Nessuna discriminazione però nei confronti dei gay da parte della Chiesa che anzi «riconosce i loro diritti alla successione o a darsi una reciproca assistenza». Tali diritti, come quelli di «altri tipi di unione», non possono però essere equiparati alla famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna. «Sta al legislatore trovare, nel diritto privato, le forme per evitare discriminazioni», spiega. «Noi vogliamo essere chiari il più possibile: poi ci sarà chi ci ascolta e chi no - dice -. Far venire meno il valore della famiglia è però una perdita per tutta la società». Fisichella, che è pure cappellano di Montecitorio, ricorda ai parlamentari cattolici che «nell’insegnamento della Chiesa alcune leggi che vanno contro la legge di natura non possono essere votate». Infine tiene a precisare che il Family Day non sarà contro «nessuno».
Ma nella sinistra radicale l’insofferenza verso gli interventi della Chiesa cresce. «Non è tempo di crociate e non è tempo di ridurre i diritti della società italiana e di ridurre le tutele», dice il segretario del Prc, Franco Giordano, che osserva come «la laicità» debba essere «l’elemento distintivo di un nuovo soggetto politico. Non può nascere a sinistra nessun soggetto politico se non fa della laicità il suo valore fondante». Sulla stessa linea il capogruppo del Pdci alla Camera, Pino Sgobio. «È ora che la società laica si faccia sentire e che prenda posizione, infrangendo il muro di vera e propria crociata che quotidianamente si eleva da parte delle autorità ecclesiastiche e abbattendo il muro di contrarietà vecchia e strumentale che, invece, il centrodestra tenta di erigere su questa materia - dice -. La laicità è un tema più che mai attuale».
La difesa della famiglia non appartiene soltanto alla Chiesa, che viene attaccata in modo «ingiustificato», ma anche ai laici, dice invece Enrico La Loggia di Forza Italia: «La famiglia è fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna e rappresenta un bene prima di tutto per la società».
Infine l’assessore alla Cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, difende il diritto della Chiesa a esprimersi e lancia una provocazione: «Omosessualità e pedofilia possono coincidere».