Il Vaticano indignato con Obama: "Sull’aborto fatta la peggior scelta"

La reintroduzione delle sovvenzioni governative alle interruzioni
volontarie di gravidanza criticata all’unisono dalla Santa Sede e dai
vescovi americani

Il Vaticano non ha gradito, i movimenti cristiani del partito repubblicano nemmeno e Obama si è trovato per la prima volta sotto il fuoco incrociato delle critiche, su un tema molto delicato, quello dell'aborto.
I fatti, innanzitutto: come ampiamente annunciato il presidente degli Stati Uniti ha revocato la legge che vieta di finanziare le Organizzazioni non governative impegnate nella pianificazione personale, che prevedano l'aborto tra le misure per il controllo delle nascite. La volle Reagan negli anni Ottanta, Bush padre la confermò, Clinton appena vinte le elezioni la revocò, Bush junior la reintrodusse e ora Obama l'ha abrogata. Insomma, è un simbolo che viene usato da ogni presidente per galvanizzare le basi dei rispettivi partiti, fermamente contraria all'interruzione della gravidanza quella repubblicana, decisamente favorevole quella democratica.
Barack ha rispettato la tradizione, ma probabilmente non si aspettava la durissima reazione della Santa sede. «Tra le tante cose buone che poteva fare, Barack Obama ha scelto la peggiore», quella di non fermare «la strage di innocenti» nel mondo, ha dichiarato nella notte il presidente emerito della Pontificia accademia della vita, mons. Elio Sgreccia.
Poche ore dopo l'Osservatore romano ha pubblicato un commento in prima pagina in cui giudica «molto deludente la decisione» e, ricordando la posizione dei vescovi statunitensi, la bolla come «un errore sulla strada della difesa della vita umana e della dignità di ogni persona».
Obama è un cristiano e in campagna elettorale era stato molto prudente sul tema, ma evidentemente non ha potuto, e probabilmente nemmeno voluto, sottrarsi alle pressioni dei militanti. Nella dichiarazione che ha rilasciato subito dopo aver firmato il decreto di abrogazione della norma, nota con il nome di Mexico Policy Act, proclama che è «giunto il momento di smettere di politicizzare questo argomento». I vincoli erano «ingiustificatamente ampi e negli ultimi otto anni hanno minato gli sforzi di promuovere una pianificazione famigliare sicura ed efficace nel Paesi in via di sviluppo». «Per troppo tempo l'assistenza internazionale della pianificazione familiare è stata usata come un tema politico - ha proseguito - che è servito solo a dividerci. Non ho intenzione di continuare questo dibattito stantio e infruttuoso».
Il capo della Casa Bianca è persuaso di poter elaborare una politica bipartisan e di poter promuovere riforme adeguate per ridurre le gravidanze indesiderate. Ma è molto difficile che il suo appello venga accolto. Un'associazione cattolica molto vicina ai repubblicani, CatholicVote.org, ha reagito pubblicando su You Tube un video di 40 secondi di grande effetto, in cui lo stesso Obama è usato come testimonial per il diritto alla vita. Inizia mostrando un feto durante un'ecografia. «Il futuro di questo bambino - è la scritta che appare sullo schermo - è una casa a pezzi. Sarà abbandonato da suo padre. La sua mamma single avrà vita dura a crescerlo». Il feto aumenta di dimensioni e alla fine appare la foto di Obama in trionfo dopo le elezioni: «Nonostante tutte le difficoltà a cui andrà incontro - afferma il messaggio - questo bambino diverrà il primo presidente afroamericano». In poche ore il video è stato visto da mezzo milione di persone. Emozionate, indignate. E determinate a resistere.
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