Il Vaticano ora conta su interlocutori affidabili

Dal comunicato d’Oltretevere traspare la soddisfazione per l’intesa ritrovata sui temi etici come sulle grandi questioni internazionali

da Roma

Trentacinque minuti con il Papa, quasi tre quarti d’ora nel successivo incontro con il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e con il «ministro degli Esteri» della Santa Sede, l’arcivescovo Mamberti. Colloqui «lunghi e cordialissimi», un clima che riflette l’apertura di credito che Oltretevere viene data all’esecutivo di centrodestra, dopo il mutamento del clima politico, accolto «con gioia» dallo stesso Pontefice nel suo discorso ai vescovi italiani.
Il Vaticano avverte certamente l’attuale governo più vicino, non ostile (come veniva considerato in alcune sue propaggini l’esecutivo Prodi), in grado di garantire una maggiore tranquillità sui temi della bioetica e dal quale ci si attendono ora segnali concreti.
Un ruolo chiave nei rapporti con i sacri palazzi è quello di Gianni Letta, che da quest’anno è pure «gentiluomo di Sua Santità». Berlusconi ha chiesto e ottenuto che anche questa volta, come già avvenuto nel novembre 2005, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio fosse al suo fianco anche nel colloquio a porte chiuse con il Pontefice. Letta è stato di fatto presentato come mediatore unico tra le sacre stanze e palazzo Chigi e Berlusconi, davanti a Benedetto XVI, lo ha elogiato esaltandone il ruolo.
Governo con pochi ministri cattolici «doc»? Anche di questo ha accennato il premier al Pontefice, assicurando che le competenze ministeriali su scuola e salute sono state affidate a cattolici impegnati e dunque la Chiesa non si deve attendere sorprese.
Le attese del Vaticano si conoscono, il Papa le aveva in qualche modo anticipate nel discorso da lui tenuto alla 58ª assemblea generale dei vescovi italiani. A quanto pare, nei colloqui Oltretevere, Berlusconi, che due giorni fa nell’intervista concessa a Radio Vaticana e riprodotta sull’Osservatore Romano aveva subordinato gli interventi fiscali sul quoziente familiare al miglioramento del quadro economico nazionale, ieri avrebbe fatto un passo in più in questa direzione. Ma sarebbe sbagliato credere che la Santa Sede abbia atteso il premier con una lista di pressanti richieste e che il capo del governo sia entrato nel palazzo apostolico facendo promesse che non potrà mantenere.
Un clima di maggiore collaborazione, la certezza di non vedersi aprire nuovi fronti sui delicatissimi temi della bioetica, l’impegno preso in campagna elettorale di politiche sociali che aiutino effettivamente la famiglia, una politica per la casa che permetta alle giovani coppie di metter su famiglia. Una sostanziale sintonia sulla visione internazionale: «L’esame dei principali temi internazionali ha confermato la speciale sintonia tra gli indirizzi dell’Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa cattolica nel mondo», come si legge nella nota di Palazzo Chigi. Oltre al Medio Oriente il comunicato fa riferimento anche alla situazione in Libano, e ai rapporti con la Russia e con la Cina, con «ampie identità di vedute». «Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema dell’emergenza alimentare».
Sono questi gli elementi sui quali si fonda l’apertura di credito che la Santa Sede fa a questo governo. I distinguo che ci sono, non sono considerati insormontabili. Nel prossimo numero di «Civiltà Cattolica» viene definita di fatto impraticabile l’applicazione del reato di immigrazione clandestina, in un articolo dove peraltro si sottolinea positivamente il nuovo clima politico caratterizzato da una minore litigiosità e una disponibilità al dialogo tra maggioranza e opposizione.
Al termine dell’udienza con Berlusconi e Letta, Benedetto XVI è apparso contento. Nel colloquio a porte chiuse c’è stato anche spazio per qualche battuta al di là dell’agenda: pare che il Cavaliere abbia confidato che sia lui sia Letta avrebbero voluto ritirarsi dalla vita pubblica, ma non hanno potuto farlo perché c’era bisogno di loro in Italia. Chissà cosa avrà pensato Joseph Ratzinger, che per tre volte aveva rassegnato le dimissioni a Papa Wojtyla sperando di ritirarsi e invece ha dovuto accettarne la pesante eredità...