In Vaticano è pronta la squadra di Ratzinger

Il «ministro degli Esteri» sarà un nunzio di lingua e cultura francese. L’incarico di Sostituto della Segreteria di Stato potrebbe andare a un italiano

Andrea Tornielli

da Roma

Benedetto XVI parte domani per la Baviera ma in Vaticano tutti attendono l’ormai fatidica data del 15 settembre, quando, rientrato dalla Germania, Papa Ratzinger formalizzerà a Castelgandolfo il cambio del Segretario di Stato, facendo succedere al dimissionario cardinale Angelo Sodano l’arcivescovo di Genova Tarcisio Bertone. Nelle ultime ore le consultazioni sono state frenetiche: in quella data sarà infatti anche reso noto il nome del nuovo «ministro degli Esteri» della Santa Sede, che prenderà il posto dell’arcivescovo Giovanni Lajolo, promosso alla guida del Governatorato. Quello di Segretario per i rapporti con gli Stati è un incarico importante e delicato, dovendo il nuovo «ministro degli Esteri» affiancare un Segretario di Stato, Bertone, che non proviene dal servizio diplomatico.
Con la sua nomina sarà riempita una pedina fondamentale della nuova squadra di Papa Ratzinger. Tra i nomi che sono circolati in queste settimane vi sono quelli di tre autorevoli nunzi italiani – Antonio Mennini, rappresentante vaticano in Russia, Luigi Ventura, nunzio in Canada e Celestino Migliore, ambasciatore all’Onu – tutte candidature gradite al Segretario di Stato uscente. Altri nomi sono quelli dei due francofoni André Dupuy, nunzio presso l’Unione Europea e Christophe Pierre, rappresentante della Santa Sede in Uganda; e dello spagnolo Faustino Munoz Sainz, nunzio in Gran Bretagna. Ma c’è anche un altro candidato, il cui nome è stato tenuto finora coperto, e che potrebbe avere più chanche degli altri: è il giovane arcivescovo Dominique Mamberti, 54 anni, originario di Marrakech (Marocco), diventato prete nella diocesi di Ajaccio, nominato nunzio in Sudan, Somalia ed Eritrea quattro anni fa dopo aver trascorso alcuni anni nelle sedi diplomatiche di Algeria, Cile, Nazioni Unite e Libano, e in Segreteria di Stato. Se il nuovo «ministro degli Esteri» vaticano sarà un prelato di lingua e cultura francese, com’è ormai probabilissimo, questo significa che l’altro incarico chiave in Segreteria di Stato, il Sostituto – attualmente ricoperto dall’argentino Leonardo Sandri – potrebbe andare a un italiano. Tre sono finora i possibili candidati: il già citato nunzio in Canada, Ventura; Agostino Marchetto, segretario del consiglio per i migranti, e l’attuale rettore della Lateranense, il vescovo Rino Fisichella, cappellano di Montecitorio, quest’ultimo non proveniente dal servizio diplomatico. Per lui si potrebbe prospettare anche uno degli importanti dicasteri vaticani che si renderanno vacanti. Un incarico di prestigio alla guida di una congregazione dovrebbe essere assegnato anche ad Angelo Amato, numero due dell’ex Sant’Uffizio, mentre l’attuale Sostituto Sandri, lasciato l’ufficio – l’avvicendamento potrebbe avvenire a fine anno – andrà a ricoprire un posto cardinalizio come la Prefettura degli Affari economici della Santa Sede. Nei prossimi mesi avverrà anche il cambio alla guida della Congregazione del clero, guidata dal colombiano Darío Castrillón. Sono varie le candidature latinoamericane per il ruolo di «ministro» dei sacerdoti, ma è possibile che per questo ruolo Benedetto XVI voglia accanto a sé l’attuale cardinale di Toledo, Antonio Cañizares. Fervono intanto i preparativi per il passaggio del testimone tra Sodano e Bertone: ieri è stato presentato in Vaticano un libro dove sono riprodotti dodici interventi del Segretario di Stato uscente. Nei primi mesi, fino a dicembre, Bertone abiterà nell’antica torre dei giardini vaticani e non potrà prendere possesso del suo appartamento di Segretario di Stato: Sodano, a causa dei molteplici impegni, non ha infatti potuto organizzare il trasloco. Inoltre, pur avendo già da qualche anno predisposto un ampio appartamento dove ritirarsi, creando ex novo un attico sul tetto del Collegio Etiopico, il Segretario di Stato uscente si è reso conto che lo spazio non è sufficiente e ha così ottenuto due nuove stanze dal Collegio, inglobandole nella sua nuova casa.