Il Vaticano striglia la sinistra: «Qualche politico poteva tacere»

La stoccata del segretario di Stato Bertone contro il ministro Di Pietro. Sferzato anche il «New York Times» per «il duro attacco al Pontefice»

da Roma

«Mi spiace che un grande giornale abbia sferrato un attacco così duro al Santo Padre che non lo meritava e anche qualche uomo politico italiano ha perso l’occasione di stare zitto». Il cardinale Tarcisio Bertone, neo Segretario di Stato, interrogato dai giornalisti all’uscita della messa celebrata nella chiesa romana di Santa Maria Ausiliatrice, non risparmia critiche a chi in questi giorni ha preteso che il Pontefice si scusasse con il mondo islamico. Non fa nomi, il «primo ministro» vaticano, ma il riferimento all’editoriale pubblicato sabato dal New York Times è evidente nelle sue parole rilanciate dalle agenzie. Così come non è difficile attribuire il riferimento alle frasi pronunciate dal leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro. Che ieri si è comunque detto soddisfatto perché «bene ha fatto Benedetto XVI a chiarire il senso delle sue parole contestate nei giorni scorsi. Questo atto cristiano lo rende ancora più umano e più apprezzabile».
Bertone, in una risposta, ha voluto registrare che da parte musulmana ci sono state anche reazioni positive al discorso del Papa a Regensburg, come «la dichiarazione del rettore della moschea di Marsiglia, che ha detto di non essere né stupito né offeso del discorso papale poiché è stato un invito a meditare la parola del profeta Maometto». Il segretario di Stato ha quindi aggiunto: «Abbiamo incaricato i nunzi dei Paesi musulmani di portare e di spiegare la mia dichiarazione alle autorità politiche e religiose tenendo presente gli elementi che finora sono stati trascurati». E rispetto a ciò che è avvenuto ha parlato di «manipolazione un po’ pesante» rispetto alle intenzioni del Pontefice. «La citazione di Manuele II Paleologo – ha detto Bertone – è caduta in un passaggio di un ampio discorso che faceva il Papa, un grande affresco che tocca l’uomo e anche l’Europa. La riduzione di un discorso così grande e programmatico fatto dal grande teologo Ratzinger a un solo frammento di citazione, mi sembra una manipolazione un po’ pesante rispetto alle intenzioni del Papa».
Il cardinale ha quindi risposto anche a una domanda sul viaggio in Turchia di Benedetto XVI, previsto per la fine di novembre, messo in forse da più di qualcuno in questi giorni. «Spero che si faccia – ha detto – dato che finora non ci sono motivi per non farlo». «Domani – ha aggiunto il porporato – inizierà la riunione della conferenza episcopale turca che rifletterà sui problemi e credo che predisporrà il programma del viaggio». «Spero che riprenda quel dialogo – ha auspicato il Segretario di Stato – che è nelle intenzioni della Chiesa e del Papa attraverso i rappresentanti diplomatici, le élite culturali, il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso al quale viene data occasione di essere rilanciato nella sua vera funzione». Infine, Bertone ha risposto alla domanda se l’islam sia da ritenere una religione di pace riferendosi alla sura del Corano già citata dal Papa, che parla di evitare «ogni costrizione» in materia di fede.
Dal mondo politico arrivano varie reazioni alle parole pronunciate dal Pontefice all’Angelus. Il segretario dei Ds Piero Fassino dice che va promossa «una nuova stagione di dialogo culturale e interreligioso» anche per evitare derive fondamentaliste dell’Iran. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ricorda che «compito della politica è quello di rasserenare il clima per favorire il dialogo interreligioso, disinnescando i possibili conflitti», mentre è «cinico e irresponsabile soffiare sul fuoco del fondamentalismo per fini politici». «Speriamo che le parole pronunciate oggi dal Pontefice – ha aggiunto il ministro – aiutino a superare le difficoltà di questi giorni». Interviene anche l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli: «Ci vogliono impedire di parlare. Il Papa non può più parlare». «Non voglio fare l’esegesi di quanto ha affermato il Pontefice – spiega – ma non possono impedirci di parlare in Europa, in casa nostra». Secondo Castelli «nessuno si è alzato a difendere il Papa. Solo la Lega ha presentato una mozione in Senato a difesa del diritto di espressione del Santo Padre». «Vedremo - conclude - cosa voteranno le forze della sinistra, dove però ci sono i filoislamici».