Il Vaticano studia il test antigay per i futuri preti

La nuova norma sui seminari doveva entrare in vigore già ad agosto, ma è stata rinviata

Elena Jemmallo

A dispetto di ogni statistica che da anni lancia l’allarme di crisi vocazionali per i sacerdoti, il Vaticano si appresterebbe a fare una nuova stretta sugli aspiranti-preti che chiedono di entrare in seminario. I gay restino fuori. Messa nero su bianco (ma non ancora pubblicata) è il succo della nuova direttiva a cui sta lavorando la Congregazione per l’educazione cattolica, l’organismo che si occupa della formazione nei seminari e negli istituti di studio cattolici.
La notizia, pubblicata ieri sull’edizione domenicale del britannico The Observer, è di quelle che promette di far discutere molto l’opinione pubblica. Ma, a dire il vero, non è la prima volta che il Vaticano affronta l’argomento. Il famoso documento è sul tavolo della Congregazione già dal 2002, ma secondo il quotidiano inglese la pubblicazione sarebbe ormai imminente. Anzi, la firma definitiva sarebbe dovuta arrivare a inizio agosto, poi posticipata per non sollevare polemiche sulla Chiesa proprio alla vigilia dell’incontro di Papa Benedetto XVI con i giovani a Colonia.
Il contenuto del documento, sempre secondo le informazioni raccolte dalla stampa britannica, sarebbe infatti sicuramente rivoluzionario. Da un semplice «sconsigliare» ai gay di intraprendere la vita ecclesiastica, si passerebbe a una vera e propria proibizione più esplicita. Il Vaticano chiuderebbe quindi le porte dei seminari agli omosessuali. Finora gli orientamenti sessuali degli aspiranti preti non erano stati considerati un problema per via del voto di castità che fanno i sacerdoti cattolici, che siano essi di tendenze etero o omosessuali.
Secondo il giornale le nuove direttive farebbero parte delle contromisure adottate dal Vaticano dopo la scandalo degli abusi sessuali emerso nella chiesa americana tre anni fa. «Studi dimostrano - scrive l’Observer - che una significativa percentuale degli uomini che entrano nei seminari per diventare preti potrebbe avere tendenze omosessuali. Per decenni, inoltre, sarebbero stati accolti e ordinati preti gay. A questo si aggiungono poi i diversi casi di abusi compiuti da esponenti del clero, scandali in cui spesso non si è trattato di pedofilia ma di omosessualità.
Tuttavia il documento secondo alcuni osservatori vaticani sarebbe ancora in alto mare. Diverse le questioni morali che potrebbero essere sollevate da un divieto di questo genere. Non ultima quella di discriminazione nei confronti di chi, pur avendo tendenze omosessuali, conduce una vita casta e a cui questo documento precluderebbe a scatola chiusa la strada del sacerdozio. È anche l’Observer stesso a scrivere che alla Congregazione per l’educazione cattolica abbiano seri dubbi sulla direttiva, come dimostra il fatto che dal 2002 a oggi ne siano già state scritte e poi gettate via tre differenti bozze.