Vavassori: «Ho accettato con lo stesso entusiasmo»

Il tecnico del Genoa: «Servono umiltà, volontà e l’aiuto dei tifosi. Ritrovo tutti i giocatori, tutti alla pari»

Luca Russo

Per il 'Vava' è come se il tempo si fosse fermato a quel martedì 7 marzo quando arrivò il ben servito. Ieri di buon mattino ha risalito gli scaloni di villa Rostan con il suo solito look, i soliti rayban, le solite 'Muratti' acquistate dal tabacchino di Arenzano e poi ha ammesso: «Dopo l'esonero ero amareggiato e non ho seguito molto il Genoa, ma questo gruppo lo conosco bene». Onesto, schietto, diretto, insomma il solito Vavassori anche dopo la richiamata alle armi. «Ho accettato il rinnovo dell'incarico con lo stesso entusiasmo sapendo che le difficoltà c'erano allora e ci sono adesso - ha dichiarato in sala stampa - Per superarle servono umiltà, volontà. Tutte le energie sono da concentrarsi sull'obiettivo». Ha accettato, anche se sarebbe stato più facile dire di no, ad un mese dalla scadenza naturale del suo contratto con il Genoa e con una squadra in grossa difficoltà. «Beh io penso che nella nostra professione le difficoltà siano quotidiane e che per continuare a fare questo lavoro si debba affrontarle e così farò - ha sottolineato l'allenatore rossoblù - E poi non credo che il mio ritorno sia una vittoria per me. Lo dico sinceramente, avrei preferito che tutto fosse andato bene».
E invece più di qualcosa non è andato per il verso giusto come ha ammesso anche l'amministratore delegato rossoblù Alessandro Zarbano al quale è toccato introdurre il ritorno del tecnico. «A questo punto della stagione dobbiamo guardare avanti - ha dichiarato - e per farlo di comune accordo, società e mister Perotti, abbiamo deciso di arrivare ad un cambio. Ringrazio pubblicamente Vavassori per essersi messo subito a disposizione per questo finale». Già, un finale di stagione che tradotto significa ancora un turno di regular season e poi play off. «Prima pensiamo al Teramo - ha frenato il tecnico - In fondo la partita di domenica dirà se saremo secondi, terzi o quarti. Comunque quella dei play off è una lotteria. Un episodio può essere determinante. L'importante è affrontare queste gare pensando che ogni secondo può decidere tutto».
Ma per fare ciò occorre avere la mente sgombra. È questo, più di quello tattico, l'aspetto sul quale Vavassori focalizza l'attenzione. «Quello che incide di più sul gruppo ora è l'aspetto psicologico - ha ammesso dopo il primo allenamento - Su qualcuno poi pesa di più che su altri. Gli ostacoli sono molti, ma se questi ragazzi ce la faranno la soddisfazione sarà doppia. Serve volontà, cattiveria agonistica. Abbiamo la possibilità di fare il salto di categoria». Poi l'appello. «La squadra in questo momento ha un'esigenza, sentire attorno a sé l'incitamento - ha chiesto il 'Vava' - Mi auguro che questo ci sia sempre. È più facile affrontare le difficoltà se si è tutti uniti. Se ci si divide le difficoltà aumentano». Compattezza sembra dunque essere la sua parola d'ordine al di là degli schemi tattici che lui e il suo secondo Tirloni sono tornati a testare nel pomeriggio di ieri. «Ritrovare la rosa al gran completo, o quasi, è importante. In ogni caso con me i giocatori partono tutti alla pari. Non ho mai fatto distinzioni - ha dichiarato perentoriamente il tecnico di Arcene - Lamacchi? Con lui non c'è mai stato niente da chiarire. Pensate che in uno degli ultimi giorni in cui ero qua, prima dell'esonero, Lamacchi era in piscina ed io mi sono felicitato perchè lui si stava riprendendo». Insomma polemiche e discussioni devono essere azzerate.
Ne è convinto anche Enrico Preziosi che ieri pomeriggio è arrivato al Pio per stare vicino alla squadra. La seduta si è svolta a porte chiuse, ma da oggi ci sarà una deroga: gli allenamenti potranno essere seguiti dai giornalisti.