Vecchi farmaci per risparmiare

Farmaci demodé al posto dei griffati. Per risparmiare si intende. Tra le misure restrittive previste dalla giunta Marrazzo che approderanno sul tavolo del ministro Padoa-Schioppa il 15 prossimo, in risposta al dettato del Tesoro di stilare un ulteriore piano di rientro per coprire il deficit sanitario corrente, c’è la nuova sconcertante idea di indirizzare i medici di famiglia a prescrivere al posto dei farmaci all’avanguardia e coperti da brevetto quelli ormai desueti. Ossia con brevetto scaduto perché sostituiti da altri più evoluti e ottimizzati. Il provvedimento ancora abbozzato fa il paio con un altro che va a stabilire quanto si potrà risparmiare: 4.757.510 euro.
Una cifra tale da essere reperita anche senza troppa fatica con qualche sfoltita alle spese di rappresentanza dell’esecutivo regionale che dallo scorso anno sono raddoppiate, con le risorse destinate alla telefonia, cancelleria e alla comunicazione che hanno subito la stessa sorte. Già, ma tant’è. La giunta Marrazzo ha preferito fare altrimenti: dare una stretta alle prescrizioni dei medicinali di ultimissima generazione che spesso vengono utilizzati per la cura di patologie croniche e che in alcuni casi possono essere definiti veri e propri salvavita. Nell’elenco stilato nell’atto amministrativo si fa riferimento a betabloccanti, antinfiammatori, eparinici, cefalosporine, penicilline per citarne alcuni. Ecco perché non ci si può esimere dal ritenere che così verranno colpiti i pazienti più deboli, quelli che utilizzano per la cura della propria patologia quei prodotti appartenenti a «categorie terapeutiche che in considerazione all’alto consumo generano - si legge nella bozza - una spesa farmaceutica molto elevata mettendo a rischio la sostenibilità del sistema stesso». Con l’apposizione di un vincolo del genere è inevitabile che decisione e responsabilità passeranno nelle mani dei medici di famiglia che, qualora non se la sentissero di sostituire un medicinale griffato con un fuori-brevetto, dovranno apporre sulla ricetta una serie di appositi codici che vadano a motivare tale scelta. E qualora un medico, pur prescrivendo un griffato, si astenga da apporre il codice, sarà sottoposto a «monitoraggio specifico da parte di commissioni distrettuali delle Asl». Controlli a tappeto, dunque, che creeranno a partire da febbraio - mese in cui la misura dovrebbe entrare in vigore - qualche preoccupazione. Tant’è che la Fimmg - Federazione medici di medicina generale - ha già ha iniziato tutta una serie di riunioni locali per spiegare la delibera. Da quanto si apprende dal sito web del sindacato, i medici in risposta al provvedimento proporrebbero: «nessuna misura solo sulla medicina generale ma su tutti i prescrittori, massimo coinvolgimento della Regione, regole chiare per tutti, basta con controlli sulla spesa, basta con misure solo sui farmaci, regole sulla sostituzione dei generici».