La vecchia Ansaldo adesso produrrà cultura

Chiara Campo

Questa volta, si parte davvero. Ma il progetto cambia nome: non sarà più la «Città delle culture» come era stato annunciato dalla scorsa amministrazione, così ha deciso l’assessore Vittorio Sgarbi. «Troppo arido - sostiene -, non valorizzava a sufficienza il legame con la tradizione e le radici». Dunque, il nuovo polo museale del XXI secolo che sorgerà tra le vie Borgognone, Savona, Tortona e Stendhal si chiamerà semplicemente «Area Ansaldo», per conservare la memoria di quegli ex capannoni industriali distribuiti su 70mila metri quadri che presto saranno abbattuti far posto al progetto firmato David Chipperfield. Due, in sostanza, gli spazi espositivi previsti nel piano: le raccolte extraeuropee del Castello Sforzesco saranno ospitate nel Museo Settala, dedicato al canonico Manfredo Settala che lasciò alla Biblioteca Ambrosiana un’importante collezione di opere europee. Per il secondo lotto, è intenzione di Chipperfield e del Comune conservare le strutture già esistenti e destinarle, come già in parte accade, ai Laboratori artigianali della Scala. Il museo archeologico e quello delle Arti visive saranno inseriti in una struttura che farà da trait d’union tra i due spazi.
«L’Ansaldo sarà la “Scala 2” e il “Castello Sforzesco 2”, l’area diventerà la naturale emanazione dei due poli di eccellenza culturale», sintetizza Sgarbi, che anticipa: «Qui verrà riprodotta anche la piccola Scala». Si parte dunque con il progetto vincitore del concorso di progettazione internazionale bandito dal Comune nel ’99 e rimasto nel cassetto finora per mancanza di fondi. Adesso ci sono 60 milioni di euro già stanziati dalla giunta comunale venerdì scorso per la costruzione del primo lotto (circa 45.500 mq). «Nei primi mesi del 2007 comincerà la demolizione dei vecchi capannoni - spiega l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini - e già in autunno partirà la costruzione dei nuovi edifici, che saranno completati in due anni. Il nuovo centro culturale sarà caratterizzato da forme squadrate e una struttura centrale di cristallo illuminata a giorno 24 ore su 24». Qui saranno ospitate le Raccolte extraeuropee del Castello Sforzesco, un patrimonio di circa 7mila oggetti provenienti da Medio ed Estremo Oriente, Sudamerica, Africa Occidentale e Centrale, sud-est asiatico, Oceania, donati perlopiù da viaggiatori, missionari e collezionisti milanesi. Fa parte del primo lotto anche l’edificio che ospiterà le Marionette Colla, l’auditorium, un ristorante, il parcheggio interrato di due piani, biblioteca, bar, caffetteria. Nel secondo lotto saranno collocati il Museo archeologico, il Centro studi arti visive, e per il 21 dicembre è fissato l’incontro tra Sgarbi, Chipperfield, il sovrintendente della Scala Stephane Lissner e il vicepresidente del cda della Scala Bruno Ermolli per fare un masterplan dell’area. «Senza abbattere gli attuali magazzini Ansaldo che ospitano già i laboratori della Scala - spiega Sgarbi - vogliamo realizzare laboratori a cielo aperto, i milanesi potranno visitarli e assistere alla costruzione delle macchine teatrali».
Il Comune, sottolinea Simini, «in questi anni ha investito moltissimo per la cultura, basta citare la Scala, Palazzo Reale, ora l’Ansaldo». Per la Triennale, sempre venerdì la giunta ha stanziato 3 milioni di euro e oggi, anticipa il presidente Davide Rampello, «sarà firmato il protocollo d’intesa per il Museo del design alla Bovisa». Coi fondi a disposizione può partire il restyling della Triennale, che «sarà climatizzata entro novembre 2007, apriremo un ristorante di alto livello, il piazzale antistante sarà liberato dalla corsia preferenziale degli autobus per mettere l’ingresso al museo in totale sicurezza». Superate le «divergenze» d’idee, partirà invece a gennaio, assicura Sgarbi, «il progetto di restauro dell’Arengario firmato da Italo Rota, in continuità con le scelte delle passata amministrazione».