«La vecchia guardia ci indicherà la strada per battere l’Inter»

da Torino

Ranieri, sembra quasi che Juve-Inter sia diventata una specie di resa dei conti sportiva: o no?
«Io non la vedo così, assolutamente. Mi aspetto una bella partita, tesa e combattuta. Importante, certo: ma non oltre. Piuttosto, da allenatore, mi auguro che tra noi e loro ci sia la stessa distanza di punti anche alla vigilia del match di ritorno».
A differenza del passato, gran parte dell'Italia tiferà per voi sperando che l'Inter non ammazzi il campionato.
«Giocheremo per noi e per gli altri, vogliamo che la lotta per lo scudetto resti avvincente il più a lungo possibile. Dopo di che, resto convinto che solo l'Inter può perdere questo campionato: da parte nostra, abbiamo sempre detto di volere rompere le scatole a tutti. Lo abbiamo fatto finora e abbiamo tutte le intenzioni di continuare a farlo».
Un pari vi basta?
«Siamo la Juve: i campioni vogliono sempre vincere. E in una classica come questa tutto può succedere: il campionato è un'altra roba, qui entrano in ballo altri fattori».
Non è un rischio affrontare l'Inter a viso aperto?
«Ripeto quello che hanno detto i miei campioni in questi giorni: undici contro undici ce la giochiamo alla pari. Loro ci indichino la strada e noi la seguiremo: sono convinto che la vecchia guardia ci indicherà la strada giusta».
C'è un giocatore dal quale si aspetta qualcosa in più?
«Del Piero. Questa è la partita del nostro capitano per una serie infinita di motivi. L'ho anche tenuto fuori contro l'Empoli per metterlo a lucido nel migliore dei modi».
Quanto scalpitano gli altri «vecchi» come Camoranesi e Nedved, che pur non stanno benissimo?
«Faranno di tutto per esserci. Di sicuro Mauro non ha i 90' nelle gambe, deciderò se impiegarlo dal primo minuto o a partita iniziata».
Quanto è grande la Juve?
«Lo scopriremo strada facendo. Credo però che la società abbia gestito nel migliore dei modi il momento no che tutti conosciamo: la grandezza di una società si vede proprio nel modo in cui gestisce le fasi più difficili. Questi sono gli anni belli per l'Inter, ma la Juve sta facendo di tutto per tornare a essere ciò che è stata nel minor tempo possibile».
Secondo qualcuno avete fatto meglio del previsto.
«Io mi aspettavo di essere lassù. Ma venti punti in dieci partite non bastano per stare davanti all'Inter: dobbiamo e possiamo migliorare ancora».
Quanto la spaventa Ibrahimovic?
«Non mi spaventa solo lui. Mancini ha una tal quantità di campioni che potrebbe affidarsi a un'estrazione e pescherebbe comunque bene. Ibra potrebbe andare in porta e poco cambierebbe».
Che cosa chiederà ai suoi giocatori?
«Tranquillità e serenità. Troppa tensione non fa bene: loro sanno benissimo quello che serve per vincere, io posso aggiungere ben poco».