La vecchia osteria è a Santuario

Metti un torrone a tavola, anche dopo le feste. Ma che sia davvero un torrone stuzzicante alle papille. E che sia fatto con procedimenti e ingredienti d'autore per esaltare la golosità senza furbeschi additivi. Noi un suggerimento in proposito ce lo abbiamo. Da consigliarvi per una «sosta ristoratrice» d'eccellenza. L’obiettivo può essere raggiunto con un unico viaggio fino al piccolo nucleo abitato di Visone, pochi chilometri prima di Acqui Terme sulla strada che da Ovada, passando per Cremolino, arriva alla cittadina termale.
Proprio lungo la strada, in faccia a una piccola piazza (sulla quale si può parcheggiare) nel centro di Visone, si trova il negozio-laboratorio di Canelin, nome mitico fra gli intenditori di dolcerie. Ambiente, vetrine, banco di vendita e attrezzature sono rimaste quelle di quasi un secolo fa. Le uniche «macchine» sono un'impastatrice per il torrone, un forno per cuocere i dolci, un ventilatore per rimuovere la «pellicina» delle nocciole di Langa tostate al momento. Tutto il resto è opera di paziente lavoro manuale eseguito con cura scrupolosa. Ogni «colata» dell'impastatrice richiede circa dodici ore di lento movimento per amalgamare alla perfezione la chiara d'uovo, il miele langarolo, le nocciole selezionate a una a una. E alla fine il risultato si avverte nella gustosità del torrone compatto eppur friabile, che si scioglie in bocca quasi senza masticare spandendo dolcissime sensazioni. Altre ghiottonerie: freschi e saporosi amaretti, cioccolati e nocciolati e, soprattutto, deliziose nocciole ricoperte di un velo di zucchero che più se ne mangia e più se ne mangerebbe. Il negozio è aperto negli orari abituali, compresa la domenica. Il telefono è: 0144.395.285. Ora proseguite sulla strada verso Acqui e dopo circa in chilometro, forse meno, fermatevi quando sulla sinistra vedete l'insegna del ristorante «Cappello». Sul retro del locale potete trovare un comodo parcheggio. All'interno, l'ambiente è di dignitoso comfort con gradevole atmosfera familiare. La cucina, invece, è di ottima impronta con guizzi di eccellenza. Alla fantasia nell'esecuzione si unisce lo scrupolo nella ricerca dei prodotti, ciascuno con relativa certificazione d'origine e nella selezione dei vini del territorio a cui si aggiunge la carta degli aceti . Di volta in volta il menu viene organizzato secondo la disponibilità quotidiana e stagionale. Fra le proposte che possono dare un'idea del tipo di elaborazione, il delizioso strudel di porri e asparagi stuzzicato al Raschera; i tagliolini ai 30 rossi d'uovo saltati in padella con il lardo; la quaglia farcita al foie gras al Vecchio Samperi. Oltre che dalla carta si può scegliere dai menu degustazione (circa 30 euro più le bevande), con un'offerta per i bambini a 12 euro.