La Vecchia Signora può spaventare Hiddink

È un calcolo, un calcolo cinico ma un calcolo premiato dal derby. Dietro il calcolo c'è una fede cieca nel proprio gruppo oltre che una necessità palese di risparmiare chilometri. Solo così si spiega la scelta, ardita, di Claudio Ranieri nell'allestire per il derby di ieri sera uno schieramento che è lontano, lontanissimo anzi da quello immaginato per martedì sera contro il Chelsea. Del Piero e Trezeguet, Sissoko e Thiago, Nedved e Marchionni messi da parte: mezza squadra in panchina al fine dichiarato di risparmiare energie preziose nell'attesa del Chelsea che dal suo canto mette a punto la forza esplosiva di Drogba nella sfida col Coventry (azione del primo gol). Sullo sfondo il ballottaggio più discusso e forse anche condiviso di puntare in Europa sull'abilità balistica di Trezeguet e di lasciare in disparte invece Amauri, con le gomme sgonfie anche ieri sera. È da settimane che il brasiliano con aspirazioni azzurre perde colpi invece di acquistare benemerenze, persino la documentazione per diventare italiano non sembra aiutarlo granchè. Ha giocato troppo, è spolpato. Piuttosto della Juve di scorta vista nel derby, capace di trovare gol e sbocco con una capocciata di Chiellini, Ranieri può ancora stupire con effetti speciali riconfermando un giovanotto alle prime armi, maturo e concentrato, schierato in centrocampo. Si tratta di Marchisio, un nome finito già nel taccuino di Lippi: personalità e giocate decisive riempiono gli occhi dei critici e dello stesso tecnico mentre Nedved respinge sempre più indietro il minuscolo Giovinco. Appena entrato il guerriero, la Juve cambia passo: appena uscito Giovinco il Toro si accascia stanco. Averli tutti insieme, guidati da Del Piero, può diventare la trovata geniale per rovesciare pronostico e lo 0-1 dell'andata. Ma c'è bisogno della migliore Juve d'antan per mettere sotto Hiddink.