VECCHIARELLI «Le mie foto dopo l’esperienza del coma»

«Alla ricerca della spiritualità», prima personale dell’autore, fotografo di moda vittima di un incidente

Viaggio all’interno dell’anima e ritorno. O meglio: come può un’esperienza tra la vita e la morte cambiare, modificare il percorso di una persona portando alla luce un mondo nuovo e sconosciuto. Leonardo Vecchiarelli e la sua prima mostra fotografica sono esattamente questo: il resoconto di un’avventura metafisica, nata da un’esperienza tragica. Lui, Leonardo è un artista poco più che trentenne che ha mosso i primi passi nel cinema come assistente alla fotografia, lavorando al fianco di Francesco Rapa, ex assistente di Franco Zeffirelli, tra Cinecittà e teatro. La fotografia per la moda diventa la sua professione principale nel 1993 quando Leonardo arriva a Milano e si trova a collaborare con fotografi del calibro di Steven Klein, e per le più importanti riviste del settore. La sua scalata si interrompe però bruscamente nel 1999 per un incidente e un successivo periodo di coma. «Un avvenimento che ha sconvolto profondamente la mia vita - afferma Lorenzo Vecchiarelli - e mi ha portato a riflettere e vedere il mondo sotto un’altra ottica». La sua arte da questo momento in poi sarà diversa, comincerà per Leonardo un periodo di ricerca sulle immagini che si sono manifestate a lui durante la sua permanenza in ospedale, quando non era cosciente ma avvertiva le presenze e la vita scorrere intorno e dentro di lui. Passando lungo tempo in ritiro spirituale è riuscito a ricreare quegli stati d’animo; otto anni di ricerca che culminano oggi in un percorso fotografico dallo schema preciso. «Alla ricerca della spiritualità», questo il titolo della sua prima personale, è una raccolta di quindici scatti che ripercorrono le tre tappe della sua esperienza: dal viaggio all’interno dell’anima, quindi di se stesso, al risveglio, per approdare alla riappropriazione della vita. Le fotografie di Vecchiarelli sono invase da una luce soprannaturale, il bianco che avvolge le figure dona loro una purezza estranea alle classiche immagini patinate delle riviste di moda, i suoi scatti partono dal fashion ma ne modificano il tiro. Gli esseri umani che popolano le sue creazioni, resi plastici dalla luce nelle immagini di moda, qui grazie alla luce scompaiono confondendosi con il fondo. Volti evanescenti, corpi angelici e occhi sognanti di un bambino che si affaccia, o meglio, si riaffaccia alla vita, sono queste le suggestioni a cui viene sottoposto l’occhio dello spettatore. Ogni scatto è corredato da versi, piccole poesie, frammenti di vita scritti dallo stesso artista. I luoghi preferiti da Leonardo Vecchiarelli sono luoghi abbandonati, dimenticati, come per esempio vecchie fabbriche in disuso che lui utilizza come set per i suoi scatti. Realtà dove la materia si autodistrugge, luoghi rarefatti e senza tempo che Leonardo ama fotografare senza cambiarne l’essenza. I suoi set sono naturali, come le foto della mostra che nella maggior parte dei casi non sono state modificate in postproduzione.
Alla ricerca della spiritualità
Spazio Mithia, via Bigli 24
fino all’11 giugno