Le vecchie glorie festeggiano la «A»

Scorrono immagini storiche sul maxi schermo del teatro della Gioventù di via Cesarea. La voce in dialetto di Mario Dighero racconta le gesta della squadra e le «feste del popolo genoano». A rivedere il filmato di quella promozione in serie A della stagione 72/73 Dighero si commuove. Con lui Pippo Spagnolo, storico rappresentante della tifoseria genoana e una platea non più giovanissima, fatta in gran parte di vecchie glorie rossoblu, pronta ad applaudire per ogni gol e ogni campione sullo schermo. E via con un nuovo filmato per riassaporare la storia sportiva del Genoa degli ultimi 35 anni, fino all'apoteosi per la festa dell'ultima promozione. C'è ancora voglia di festeggiare la serie A in casa genoana. Ieri, l'ultima festa, grazie all'organizzazione di Francesco Di Gioia, Aldo Repetti e Piero Campodonico.
Si riparte da una finestra sul passato come cartolina per la stagione che verrà. Perché vecchie glorie come Maurizio Bruno, Luciano Delfino, Franco Ferrari, Ramon Turone, Franco Caffaratti, Rino Carlini, Claudio Onofri e Marco Nappi hanno voglia di raccontare ciò che si prova nel giocare al Ferraris certi che questa sarà una stagione positiva. Ma a Marassi, domenica, ci sarà un'atmosfera diversa, senza tifosi milanisti. «Mi spiace - spiega Pippo Spagnolo - ma la decisione è saggia». Dello stesso avviso è Ramon Turone, storica bandiera del Grifone che ha indossato anche la casacca rossonera: «Chi ha preso questa decisione non è uno sprovveduto». Sarà un grande spettacolo. Lo garantisce pure Franco Ferrari, oggi docente dello staff tecnico di Coverciano: «Il 3-4-3 di Gasperini è un modulo insolito, ma che diverte. E non è un gioco troppo spregiudicato quello del Genoa, perché se i tuoi giocatori tengono palla significa che gli altri non ce l'hanno».