Vecchietti terribili

Il gol non ha età, basta pensare a Pippo Inzaghi e alle sue ultime perle a 37 anni suonati. Ma l’«usato sicuro» in serie A funziona eccome. Basta vedere il pomeriggio di ieri, senza big in campo: Di Vaio, Di Natale, Toni, 101 primavere in tre. Con l’attaccante del Genoa giunto ieri a un passo da quota 100 reti realizzate nel massimo campionato.
Tutte storie bellissime di cannonieri ritrovati. Come quelle di Hernan Crespo e Adrian Mutu. Nella domenica dei «vecchietti» terribili, sono loro a meritare la copertina. Uno, l’argentino, che dopo aver segnato la doppietta che ha affossato l’Udinese del suo ex allenatore Guidolin (seppure per 6 mesi), si è infortunato; l’altro, il romeno, uscito da un tunnel fatto di doping, risse e un fisico che faticava a tornare in condizioni, ha realizzato un gol che ha deciso la sfida con il Cagliari.
Compagni nel Chelsea (stagione 2003-2004 con Ranieri in panchina, Mourinho arrivò solo dopo), attaccanti di Parma e Inter in epoche diverse. Una carriera lineare per il bomber di Florida, 35 anni e mezzo, 5 volte campione in 3 paesi diversi (Argentina, Inghilterra e Italia). Una carriera più tormentata per la punta di Calinesti, alla soglia dei 32 anni, tra infortuni, storie legate alla cocaina (è ancora in causa con il Chelsea per una multa da pagare) e a sostanze proibite (la sibutramina, stimolante che gli è costato nove mesi di squalifica) oltre che a risse notturne nei locali (l’ultimo con un cameriere kosovaro, per il quale è stato criticato dalla dirigenza del club viola).
Crespo, già a quota 6 gol in questo campionato, aveva segnato un’inutile doppietta all’Inter domenica scorsa. Ieri invece l’uno-due che ha steso i friulani in 56 minuti, ma «Valdanito» (soprannome affibbiatogli per l’enorme somiglianza con l’ex attaccante del Real) non ha nemmeno potuto festeggiare il traguardo dei 151 gol in A: battuto Handanovic dal dischetto (un’impresa, il portiere dell’Udinese aveva già parato 4 rigori) e poi con un colpo di testa, è dovuto uscire dal campo per un problema muscolare a una coscia.
Il gol di Mutu al Cagliari ha invece interrotto un digiuno di 319 giorni ed è stato l’episodio più bello del suo 2010 da cancellare. «Per fortuna quest’anno sta per finire, il gol lo dedico ai tifosi per il loro supporto. Ora cercherò di migliorare anche come persona, intanto ho risposto sul campo...». Abbraccio dei compagni, gol festeggiato con l’inchino verso la curva Fiesole e una corsa ad abbracciare Mihajlovic con il quale, in un Chelsea-Lazio di diversi anni fa, ci furono scintille. Quando il gol può voler dire rinascita.