Vecchina raggirata, sparisce l’eredità

I soldi erano custoditi nell’armadio della camera da letto. «Mi hanno preso di sorpresa - dice la vittima - dopo mangiato prendo una pillola che mi procura sonnolenza»

Paola Fucilieri

«Non sono una vecchia rintronata, perdio! E non ho mostrato a quei due tutto il mio denaro! È accaduto tutto solo perché mi hanno sorpresa proprio dopo pranzo, quando ero completamente addormentata! Sa: io mangio presto perché poi prendo una pastiglia per lo stomaco che mi dà una forte sonnolenza. E quando sono arrivati ero immersa nel sonno. Mi sono svegliata di soprassalto proprio al suono del campanello, ho aperto la porta e non ero proprio vigile al cento per cento quando me li sono trovata davanti che parlavano di chissà quale fuga di gas. Maledetti! Sembra quasi che sappiano persino le abitudini più intime delle loro vittime, le consuetudini che si consumano dietro la porta della propria casa... ».
La signorina Mercedes G. ha 78 anni e una grinta da vera friulana, invidiabile per la sua età. Eppure è lei, questa donnina lucidissima, arzilla, completamente autonoma e che parla con rabbia della sua «brutta avventura» l’ennesima anziana vittima dei truffatori porta a porta. Ieri i soliti falsi operai del gas hanno colpito a casa sua, in un appartamento in via dei Cinquecento, al Corvetto. Una vittima «di lusso» la signora Mercedes. Di sicuro gli stessi balordi, una volta scoperto il nascondiglio dove la donna teneva il proprio denaro, si devono essere sorpresi e non poco a trovarsi davanti tanto ben di Dio in un bilocale al piano rialzato di un palazzo Aler: 11mila euro in contanti. E quando Mercedes ha capito veramente cos’era accaduto mentre quei due tizi snelli, con il cappellino blu e dai modi sbrigativi le parlavano di una fantomatica fuga di gas ed è corsa alla finestra a chiamare aiuto, ormai i truffatori erano lontani.
«Purtroppo il cancello dello stabile è aperto perciò chiunque può entrare senza prima suonare al citofono: quando senti il campanello te li ritrovi davanti, già sull’uscio di casa» spiega Mercedes amareggiata, parlando dello stabile dove vive da 13 anni insieme ad altre 150 famiglie italiane e straniere, sei scale con cinque piani ciascuna e cinque appartamenti per piano. E continua: «Mancava poco all’una del pomeriggio, io dormivo profondamente quando il campanello mi ha fatto destato all’improvviso, facendomi fare quasi un salto sulla poltrona. Sono andata ad aprire tra la veglia e il sonno e quei due tizi snelli, uno sui 40, l’altro sui 25 anni, erano lì che già parlavano concitati. Mi hanno detto di essere degli operai dell’azienda del gas; poi hanno cominciato ad aprire le finestre continuando a ripetere che erano lì per controllare una fuga segnalata nel palazzo».
Quindi i due sono passati al «sodo». «Hanno voluto vedere le mie bollette già pagate; poi, sostenendo che c’era in giro del denaro falso, mi hanno chiesto di dare un’occhiata ai miei contanti - prosegue la donna -. Io ho mostrato loro due banconote da 50 euro che tenevo nel portafogli. Mi hanno assicurato che erano autentiche. Allora sono andata io a fare un controllo in camera da letto. Lì, dentro l’anta superiore di un enorme armadio a muro su due livelli, conservavo la parte di eredità lasciatami delle mie due sorelle morte qualche tempo fa. Quel denaro però l’ho portato con me dal Friuli solo di recente, dopo una vacanza là. Dovevo versarlo subito in posta. Poi mi sono malata e mi restava anche da pagare il dentista, quindi ho continuato a rimandare. Gli assegni? Non li ho mai fatti. Dopo quelle spese il denaro restante mi avrebbe fatto comodo: prendo 500 euro di pensione appena».
Alla notizia che in giro c’erano banconote false, Mercedes quindi sale sulla scala che tiene davanti all’armadio, apre l’anta e controlla il suo denaro. «Senza che me ne accorgessi, sbirciando dalla porta, hanno visto dove rovistavo - riflette adesso la donna -. Rassicurata alla vista del denaro (che mi sembrava autentico) torno in cucina. Ed è proprio mentre il più anziano mi parla che l’altro si dà da fare in camera da letto! Non appena li saluto, torno in camera da letto. E noto subito la scala spostata dall’armadio. In preda a un tremendo presentimento salgo e il mio denaro non c’è più!».
Mercedes si prepara. Va in centro con la metro e poi prende la linea 27 per raggiungere, in via Quintiliano, il commissariato Mecenate, dove la polizia le ha detto di andare a sporgere denuncia. «Tanto, ormai, che altro posso fare?».