Un vecchio brano di Reverberi in vetta all’hit parade inglese

Rifatto in chiave rap dal gruppo Gnarls Barkley, in singolo è esaurito ancora prima di uscire

Erica Orsini

da Londra

«Genova per noi è un'idea come un'altra», insegna il buon Paolo Conte. E come tutte le idee non ha confini, specialmente quando si parla di musica. Ma stupisce lo stesso ritrovare un po’ della scuola genovese oltremanica, soprattutto se in cima alle classifiche musicali inglesi e americane. Eppure è proprio questo che è capitato con Crazy, il singolo che dà il titolo al nuovo album del gruppo britannico hip hop Gnarls Barkley e che altro non è se non il rifacimento di un vecchio brano inciso da Gianfranco Reverberi negli anni Settanta ed inserito nella colonna sonora di Prepàrati la bara, uno spaghetti-western interpretato dal solito Terence Hill. Sembra che la coppia di cantanti l'abbia sentita un giorno e ne sia rimasta talmente colpita da telefonare a Reverberi per chiedergli se potevano riadattarlo e farci un nuovo disco. Il capostipite della scuola d'autore genovese ha dato l'autorizzazione e in brevissimo tempo ha visto la sua canzone balzare in vetta alle classifiche delle canzoni più vendute sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti. Ma c’è di più. Si tratta dell'unico singolo che è riuscito in questa impresa ancor prima di arrivare nei negozi, dove sarà disponibile soltanto a partire da lunedì. Le sue 31mila copie sono state acquistate infatti online. Un record assoluto.
Vedere il videoclip dei Gnarls Barkley pensando alla struggente poesia dell'autore di Ciao ti dirò fa uno strano effetto e probabilmente il primo a stupirsi di tanto interessamento sarà stato proprio Reverberi. Ma evidentemente il talento è qualcosa che si riconosce comunque, anche quando i brani vengono riarrangiati per un pubblico che ha molti anni di meno e che non vive senza l'ipod. «Crazy è una delle rare canzoni che sai che scalerà l'hit parade non appena l'ascolti - si legge in una recensione inglese dello scorso aprile - non una canzonetta che rimarrà in classifica per qualche tempo, ma una di quelle musiche che hanno il potere di restarci anche se i mesi passano. Una miscela vincente di percussioni ritmiche e vibranti vocalizzi che risulta fresca ed eccitante oggi come il primo giorno che venne lanciata da Radio 1, ormai alcuni mesi fa». Qualche decennio fa, avrebbero dovuto dire i critici musicali inglesi, ma effettivamente per loro non fa poi tanto differenza la data di nascita del brano e la sua provenienza. Non ne ha fatta alcuna neppure per gli americani che al pari dei colleghi britannici hanno decretato il suo successo in un batter d'occhio.
E così, quasi per gioco, a settantun anni suonati, Reverberi, schivo cantore dei chiaroscuri dell'anima, per tutta la vita punto di riferimento di maestri come Tenco e De Andrè, per dirne due soltanto, si è visto catapultato in un lampo nell'olimpo del rock internazionale grazie a una vecchia fatica che probabilmente nessuno ricordava più. E forse non si è ancora abituato a sentir definire la sua antica creazione «uno dei brani più caldi del momento», ma un riconoscimento in più non guasta mai.