«Vecchio» capitale e gli immobiliaristi

da Milano

Da un lato c’è il «vecchio» modo di fare impresa, basato sui progetti e la produzione di ricchezza, dall’altro la condotta di parvenue che puntano sull’effetto degli annunci. Marco Tronchetti Provera non usa mezzi termini per commentare l’attacco al cuore della finanza italiana tentato dai cosiddetti immobiliaristi: «Quando si parla di nuovi imprenditori stiamo parlando di nuovo denaro. Denaro diverso da non confondere con i vecchi capitalisti» ha detto il numero uno del gruppo Pirelli-Telecom.
Nel Paese c’è ancora «gente seria, veri imprenditori, che stanno in ufficio e gente che fa solo comunicazione», ha aggiunto Tronchetti Provera difendendo anche il ruolo svolto da Bankitalia che rappresenta una istituzione da tutelare e «salvaguardare». «C’è un mercato, delle regole e della gente che ha denaro e lo mette dove crede» ma fondamentale è destinare tali risorse a «progetti industriali che producano ricchezza», ha evidenziato Tronchetti interrogato sull’ipotesi che gli immobiliaristi sfruttino le risorse raccolte dall’addio a Bnl per sferrare l’attacco risolutivo a Rcs e Mediobanca. Alla presentazione di “Fardelli d’Italia”, l’ultimo libro di Roberto Napoletano, Tronchetti ha poi ribadito la solidità azionaria del gruppo editoriale e dell’assetto di Piazzetta Cuccia. Ma ieri in Piazza Affari, la Galassia del Nord è rimasta sotto i riflettori tanto che Mediobanca ha guadagnato lo 0,2% malgrado l’immobiliarista Giuseppe Statuto abbia ribadito di voler stare fermo per un po’ dopo aver ceduto la propria quota. Continua la corsa anche di Mps (più 4,6%: più 10% in due sedute), malgrado il gruppo sia difficilmente scalabile visto che la maggioranza è saldamente nelle mani della Fondazione Mps.