Il vecchio Holden di Fredrik Colting arriva in Italia Povero Salinger...

Non vi affannate a digitare su wikipedia Fredrik Colting, il nome dell’autore del romanzo 60 anni dopo, in uscita domani (Cairo, pagg. 240, euro 16; trad. Nello Giugliano). Non trovereste pressoché nulla, visto che quando l’editore e autore svedese 35enne nel maggio del 2009 pubblicò in Inghilterra il libro in questione presentandolo come «il sequel del Giovane Holden» stava per affrontare una causa per plagio che, non fosse morto nel gennaio successivo, sarebbe stata forse seguita da J.D. Salinger in persona. E perciò aveva deciso di firmare con lo pseudonimo John David California il romanzo in cui un 76enne Holden Caulfield torna in scena sessant’anni dopo quel Natale del 1951 in cui, espulso da scuola a 16 anni, si era preso una pausa di ribellione, vagando per New York invece di tornare a casa. È il 2011 e «il signor C.» (mai compaiono i nomi Holden e Caulfield, mentre ritroviamo la sorella Phoebe e il compagno di scuola Stradlater) si risveglia da un lungo sonno senza ricordare di essere diventato vecchio. Evaso dalla casa di riposo, a spasso per la città, Mr. C. interagisce con il suo creatore, il signor Salinger. Il quale, dato che «pensa a lui ogni giorno da quando l’ha creato», nel tentativo di riprendere il controllo della propria creatività vuole «suicidarlo».
Gli svedesi, l’abbiamo imparato con Stieg Larsson e affini, sono i nuovi mostri dell’editoria di massa. Non c’è dunque da stupirsi se proprio a uno di loro è venuto in mente di affondare i canini in uno dei più grandi successi editoriali del Novecento e cominciare a succhiare. Salinger, prima di mancare, è riuscito ad assicurarsi il divieto di pubblicazione negli Stati Uniti. Una censura preventiva cui Colting e i suoi avvocati hanno opposto motivazioni indicative di quella capacità marketing oriented di dissacrare qualunque Maestro: «È una parodia», «È un esercizio di critica letteraria», «Non sono io che sono un pirata, è Salinger che si rifiuta di permettere agli altri di rielaborare i suoi personaggi» sono stati i giri di parole usati per sfuggire alla forse esecrabile, e forse punibile, vanteria di «seguito non autorizzato» di un capolavoro di sempre.
A dir la verità, ora che abbiamo per le mani l’opera di Colting - anche autore, ricordiamolo, di Il libro macho dei drink: perché ragazze nude e alcool si abbinano alla grande, Il libro dei nomi delle pornostar: gli appellativi più zozzi del pianeta e, ultimo ma non per importanza, Tette e gelato: ecco perché tutti li amano (le traduzioni dei titoli sono nostre) - ce la sentiamo per una volta di solidarizzare con quello “scorbutico” di Salinger: del “Vecchio Holden”, una volta soddisfatta la curiosità suscitata da ogni Frankenstein, avremmo fatto volentieri a meno.